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"Naturalmente e un poco estrema, per meta paradossale e per meta moralistica, la visione di un nuovo tipo di spettacolo basato esclusivamente sul sesso, sull'esibizione corporale e sul linguaggio lascivo: ma l'esagerazione esprime bene l'essenza di un fenomeno. La fine della storia e trascinata e incerta, il film e esile, ma l'invenzione dei due personaggi e dei rapporti tra loro e buona ed efficacemente metaforica. Beppe Fiorello se la cava, Verdone comico e malinconico e portatore di rimpianti, di sussulti di vitalita, di tristezze, di divertimento". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 29 febbraio 2000) "Apprezzabile soprattutto per la stupenda interpretazione del protagonista, che fa simpatia per quel suo tenersi in bilico fra il grottesco e la commozione, nella seconda parte il film risulta prevedibile e non ben motivato. Un altro limite e costituito dalla prestazione di Beppe Fiorello, disinvolto ma ancora immaturo per esprimere la complessita di un personaggio bello e dannato: per tener testa all'uomo-orchestra Verdone, ci voleva un Tony Curtis d'epoca". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 marzo 2000) "Se non fosse verdonesco, 'C'era un cinese in coma' di Carlo Verdone deluderebbe i verdonisti e incasserebbe meno del previsto. Dunque rassegnatevi a rivedere un repertorio non illimitato, sebbene ancora capace di variazioni sul tema che vadano oltre le battute che certi/e telegiornalisti/e, entusiasti di mestiere, si affrettano a riversare nelle case, scambiandole per caserme. Facciamocene una ragione. Ma era necessario che 'C'era un cinese in coma' durasse quasi due ore? Sopperire alla qualita con la quantita rende solo più evidenti i difetti. È un peccato perche, di questi tempi, un film di e con Verdone resta pur sempre quello di un passabile regista e con un buon comico. Un regista che non ha fantasia nel disporre la macchina da presa, pazienza, ma che gira un film. Non un film-tv. (...) Trattandosi di un film seriale 'C'era un cinese in coma' e un prodotto collaudato, che spopolera da Grosseto in giù e anche in su. Di Verdone s'e detto. Quanto a Fiorello immette nel film una rorida - di sudore - fisicita da intrattenitore di villaggio turistico". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 5 marzo 2000)
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