Dora, ex insegnante e nubile, si è inventata un nuovo lavoro: scrive lettere per conto dei tanti analfabeti che si riversano ogni giorno nella principale stazione di Rio de Janeiro. Tra i clienti capitano la giovane Ana e suo figlio Josuè di nove anni. Ana vuol far incontrare il figlio con il padre, che non ha mai conosciuto e che vive in una zona sperduta del Brasile nord-orientale. Quando esce dalla stazione, Ana viene investita da un autobus e muore. Josuè rimane solo, Dora lo avvicina e pensa di trarne profitto, vendendolo ad un mercante d'infanzia. Ma poi capisce l'errore, torna a riprenderlo e, a quel punto, decide di accompagnarlo al paese del padre. Su mezzi di trasporto precari e di fortuna, i due attraversano territori sconosciuti, fanno conoscenze, rimangono senza soldi, superano momenti di tristezza, si trovano coinvolti in riti e processioni religiose, arrivano nel paese indicato: il padre è disperso, ma al posto suo, Josuè trova due fratelli, una famiglia nuova e, soprattutto, il valore di un'esperienza affettiva che non potrà più dimenticare.
Note
REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1998.
LA SCENEGGIATURA DEL FILM HA VINTO IL PREMIO "CINEMA 100 - SUNDANCE INSTITUTE INT. AWARD". IL PICCOLO VINICIUS DE OLIVEIRA, INCONTRATO DAL REGISTA IN AEROPORTO, NON AVEVA MAI VISTO UN FILM PRIMA DI COMINCIARE LE RIPRESE DI "CENTRAL DO BRASIL".
PREMIATO A BERLINO '98 COME MIGLIOR FILM E PER L'INTERPRETAZIONE FEMMINILE (FERNANDA MONTENEGRO). CANDIDATURE ALL'OSCAR 1999 PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO E LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.