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"Il film ha una buona partenza poi, se non fosse per l'intensità della Sarandon e le buone, ciniche maniere di Spader, il film perderebbe d'interesse". (Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera", 12 giugno 1991) "Buona la regia di Luis Mandoki, indimenticabili le musiche di George Fenton". (Gabriella Giannice, 'Il Giornale', 9 giugno 1991) "E' un dramma intimista pervaso di sensualità sempre in bilico fra lacrima e sorriso. Il biondino James Spader è credibile come tipo che si nega alla vita, Susan Sarandon si conferma l'ottima attrice che sappiamo". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 7 giugno 1991) "Un film impertinente e simpatico, che va alla svelta andatura del cinema brillante". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero')
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