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"Non si perde una battuta (bravissimi, lo ripeto, Tieri e Lionello), si segue sulle facce di Rich e di Brasseur l'evoluzione di quei personaggi diabolici cui danno vita con mimiche esemplari, ci si lascia coinvolgere dai ritmi ora affannosi ora glaciali di un'azione che il suo dinamismo lo trova, date le sue origini teatrali, soltanto nella parola, trasformata però in cinema da una regia che, esplorandone gli effetti su quelle due maschere, ne ottiene gli stessi risultati di vivisezione, appunto, che otteneva anni fa Ingmar Bergman dai suoi celebri testi per la tv. Non sempre i film di Molinaro convincono: questo, anche se controcorrente ed anomalo, ha una forza dirompente, e lascia il segno." ('Il Tempo', 13 febbraio 1994) "'A cena con il diavolo' (nell'originale Le souper) è un film da camera, un kammerspiel metastorico assai ben girato, raffinatissimo nei dialoghi e, soprattutto, magistralmente interpretato da Claude Rich, ironico, seducente, misurato Talleyrand, e da Claude Brasseur, gesticolante, acceso, insaziabile Fouchè, rispettivamente doppiati dagli eccellenti Alberto Lionello e Aroldo Tieri." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 14 febbraio 1994) "Scorrevolmente diretto da Edouard Molinaro nel rispetto della struttura teatrale e interpretato dagli stessi attori che avevano portato nell'89 sulle scene parigine la commedia, gli ottimi Claude Rich e Claude Brasseur molto ben doppiati da Alberto Lionello e Aroldo Tieri, 'A cena col diavolo' è un film intelligente che gettando uno sguardo sul passato suggerisce maliziosi paragoni col presente." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 marzo 1994)
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