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"Adoperandosi diligentemente per essere credibile come vedova e madre di famiglia, la Paltrow piange, soffre e ama con aggraziata sobrietà, mentre Affleck gioca sulle due espressioni di cui dispone, passando dall'occhio carezzevole del seduttore a quello implorante dell'innamorato infelice. Ma fra la prevedibilità del copione e l'inadeguatezza degli attori, è un po' difficile che il pubblico si commuova fino al punto di tirare fuori i fazzoletti. Per di più, dopo l'11 settembre, quando sullo schermo vediamo cadere un aereo pensiamo a ben altro che a una storia d'amore". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 23 settembre 2001) "Molto professional, molto freddo, stereotipato sia nell'arrogante pubblicitario redento sia nella trepida vedovella, 'Bounce' è una ennesima variazione sul potere dell'amore. Stupisce che lo diriga l'ex gaio Don Ross, rientrato alla grande nei ranghi dopo il trasgressivo 'The opposite of sex'. Ma i buchi neri della sceneggiatura e la prevedibilità sentimentale rendono il romanzetto senza sapore se non per il consapevole esibizionismo della coppia delle star". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 settembre 2001). "'Bounce' qualche pregio ce l'ha pure, ossia dialoghi abbastanza brillanti e una coppia di giovani star innegabilmente dotate. Affleck se la cava bene, anche se deve scontare i difetti di scrittura di un personaggio dall'imprecisa caratterizzazione psicologica e dai comportamenti non sempre coerenti. Invece la Paltrow, capelli scuri e trucco appena accennato, presta la sua fragile Abby un'interpretazione intensa e ricca di sfumature". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 settembre 2001) "Qualche buona battuta e una prova di talento degli interpreti (Paltrow studentessa in variazioni emotive dell'ingenuità alla carineria dell'indignazione) non coprono la sostanziale prevedibilità della fiaba. La Miramax ha messo gli incassi (tanti certamente) nelle mani di Don Ross ('The Opposit of Sex')". (Silvio Danese, 'Il giorno', 5 ottobre 2001)
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