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Trama
Sierra Leone, 1999. Durante la terribile guerra civile, un trafficante di diamanti, che servono per finanziare le attività dei ribelli e dei terroristi, mentre si trova in carcere viene a sapere che un contadino Solomon Vandy ha trovato un diamante rosa, una pietra rarissima che potrebbe permettergli di cambiare vita, lasciare l'Africa e scappare da tutta quella malvagità di cui lui stesso é stato artefice. Allo sesso modo, anche la vita del contadino può cambiare radicalmente, salvando la sua famiglia e soprattutto suo figlio dal rischio che venga rapito e fatto combattere dai guerriglieri. Con l'aiuto di una reporter che vuole denunciare il traffico illecito di diamanti, i tre affronteranno diversi rischi pur di ritrovare il diamante nascosto dal contadino.
Commento
A Edward Zwick non deve essergli bastato introdurre Tom Cruise nel contesto nipponico, anche Di Caprio ha dovuto soffrire le pene incessanti del conflitto bellico durante la guerra civile in Sierra Leone. Come un attento perlustratore dall'occhio vigile, Zwick scruta sempre la via migliore che lo porti al successo della scoperta, mai svampito, solo americano, poiché a volte può dimostrarsi un limite concettuale.
Prima L'ultimo samurai, adesso Blood Diamond, la retorica americana non sembra voler cedere il passo all'accurata ricostruzione storica dal tratto tanto crudele quanto realistico della lotta alla sopravvivenza. Ma è altrettanto vero che non si tratta di un documentario attuo a esplicare numeri e tabulati di vittime e nominativi di alto borgo, ma bensì un perfetto prodotto di intrattenimento che mescola le carte in tavola fornendo una tessitura da thriller politico con profonda conoscenza del genere avventura. Dunque è chiaro il dispiegamento di generi che vi farà viaggiare nella calda Africa, tra spasmi di panico e adrenalina annebbiante, i conflitti sono realizzati con estrema cura anche se come vuole il genere, un po' troppo esagerati in alcuni frangenti -Archer supera decine di sparatorie rimanendo continuamente illeso ma basta un colpo a bruciapelo per metterlo fuorigioco-. Tecnicamente un gioiello, il regista americano dimostra di saperci fare con le sequenze frenetiche, e senza girarci attorno realizza un prodotto di notevole fattura. Il trio attoriale è fedele alla natura della pellicola scritta da Charles Leavitt. Di Caprio ormai ben radicato nella parte del cattivo dai buoni sentimenti, si getta nella mischia convincendo ancora una volta e questo nonostante venga diretto da un nome che non sia il solito Scorsese. Jennifer Connelly oltre a dare sfoggio della sua bellezza incita la professionalità che da piccola l'ha sempre contraddistinta (seppur non si tratta della sua prova migliore) mentre risulta decisamente meritevole di elogi il contadino Solomon, interpretato da un bravissimo Djimon Hounsou.
Enterteinment e critica politica, la ricerca del diamante rosa è l'oggetto il cui messaggio spinge la pellicola verso molteplici vie di intrattenimento, suggerendo al contempo quella giusta riflessione che non guasta mai. Purtroppo l'eccessiva durata della pellicola unita a qualche calo di troppo a livello di storytelling, relega un potenziale blockbuster in un thriller ambientalistico la cui ricerca di intrattenere è la sola via perseguibile.
Citazioni:
"Mi dica lei chi è, un contrabbandiere?
"Pensa così?"
"Beh diciamo che non mi sembra uno dell'Unicef!"
"In via riservata mi piace essere baciato prima di essere fottuto"
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"Allestito nei luoghi pressoché veri con la valida consulenza di un documentarista di Freetown di nome Sorius Samura, il film intreccia a scene d'azione di allucinante verosimiglianza un melò in tipica chiave hollywoodiana, che ovviamente risulta meno credibile del contesto di guerra. Ma le quasi due ore e mezza scorrono senza inciampi e il carattere romanzesco non toglie efficacia alla denuncia, che infatti ha provocato sdegnate proteste da parte dei potenti del commercio diamantifero e precisazioni in punta di penna da qualche fonte ministeriale in Sudafrica. Preoccupa un film che induca eventuali acquirenti a pretendere il certificato a garanzia dell'origine 'pulita' del diamante. Resta il problema che, pur assunti da interpreti impegnati e convincenti, i personaggi rimangono ancorati allo stereotipo, con la conseguente facile prefigurazione dei rispettivi destini. Tuttavia questo ennesimo ruolo di bello, cinico e dannato ha procurato al bravo Di Caprio la candidatura all'Oscar per il miglior protagonista; mentre Hounsou è giustamente entrato nella cinquina per l'attore secondario." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 26 gennaio 2007) "A conferma che il mito va oltre la morte, in perfetto sincrono con il cinquantenario della scomparsa di Humphrey Bogart arriva in 'Blood Diamond - Diamanti di sangue' l'ennesima incarnazione del suo tradizionale personaggio: l'idealista finto cinico, ovvero un Leonardo Di Caprio maturato e indurito. (...) Il film si concede un epilogo dove la cattiveria è punita e la bontà premiata (nella figura di Hounsou, candidato all'Oscar come non protagonista); mentre il personaggio di Danny, il cui fato si compie in una sintesi tra i finali de Il tesoro della Sierra Madre e Per chi suona la campana, ha assicurato a Di Caprio la nomination per il miglior attore." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 26 gennaio 2007) Che bel film sarebbe 'Blood Diamond', se Edward Zwick avesse potuto dargli un finale completamente amaro, come aveva fatto con 'L'ultimo samurai'. Pazienza: sono comunque assicurate due ore d'ottimo cinema, dopo le quali si può uscire, evitando i sette minuti di arduo compromesso fra verosimiglianza e speranza. A questo difetto corrispondono varie qualità: ampi mezzi, dialoghi secchi e lucidi, specie all'inizio; recitazione essenziale; un soggetto quasi insolito, una delle varie guerre civili africane. Al cinema esse avevano avuto un certo splendore dalla metà degli anni Sessanta ('I quattro dell'oca selvaggia', ecc.), cioè quando da un pezzo ci si scannava in Katanga, proprio per i diamanti; poi nel Biafra, per il petrolio; poi in Ciad, per l'uranio..." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 26 gennaio 2007)
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