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"E' solido, è intelligente, è amaro e divertente insieme, è costato due soldi, ha vinto premi in diversi festival, stilisticamente è tutt'altro che banale. Eppure esce solo ora, dopo essere stato a lungo senza distribuzione. Parliamo di 'Bell'amico', piccolo film in digitale di Luca D'Ascanio (piccolo produttivamente, s'intende), che per il nostro cinema anemico e passatista è quasi una rivoluzione. Diciamola tutta: si girassero ogni anno dieci film così, avremmo tutti da guadagnarci. Chi i film li fa e chi li vede. Perché D'Ascanio, anche sceneggiatore e protagonista, trasforma in stile fluido e coerente l'agilità e le durezze del digitale. E reinventa la vecchia commedia all'italiana fondendola a quello che una volta si chiamava cinéma-vérité". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 maggio 2003)
"Giovanissima promessa della sceneggiatura negli anni '80, Luca D'Ascanio ha qui rivissuto una vicenda autobiografica con la complicità del vero interlocutore; combinando brillantemente una scrittura che sembra non esserci ma è invece sofisticata, con gli strumenti di ripresa più leggeri. Ne viene fuori il gustoso 'Io sono un autarchico' di un quarantenne del Duemila. E infatti Nanni Moretti lo ospita al Nuovo Sacher". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 maggio 2003)
"Un esempio di quello che potrebbe diventare la nostra commedia se lasciasse in pace i trentenni in crisi". (Enzo D'Antonio, 'Io Donna', 21 giugno 2003)
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