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Becoming Jane - Il Ritratto Di Una Donna Contro Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-12 07:56:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Orgoglio e pregiudizio, il prequel. In estrema sintesi, è questo il sottotitolo di Becoming Jane, che si configura letteralmente quale romanzo di formazione. Durante e dopo, ovvero il "coming to age" di Jane Austen e il suo successivo fissarsi su carta nel celebre romanzo. Buon film, questo diretto da Julian Jarrold (Kinky Boots), da vedersi in coppia con il gemello Pride and Prejudice del 2005, regia di Joe Wright starring Keira Knightley. I punti di tangenza, anzi di effettiva congruenza, sono molteplici: la Lizzie della Knightley rivive qui negli occhioni e nella maturità di Jane/Anne Hathaway, in un incontro-scontro a distanza che vede primeggiare ai punti l'attrice americana. Oltre a forma (regia Bristh style da trasposizione), costumi e setting socio-ambientale, un'altra liaison indiretta riguarda James McAvoy, al fianco di Keira in Espiazione, qui contrastato oggetto del desiderio di Jane, nei panni di un avvocato in erba irlandese, il dandy povero in canna Tom Lefroy. Sono i suoi pregi e gli altrettanti difetti che daranno vita cartacea a Mr. Darcy, nel frattempo troviamo Jane nell’Hampshire rurale dell’Inghilterra meridionale, figlia del reverendo Austen (James Cromwell). Tra una mattiniera esecuzione al pianoforte e impeti letterari a stento governabili, Jane non è sicuramente il prototipo della figlia di un reverendo di fine XVIII secolo, tanto da rifiutare la corte dell'atono e facoltoso Mr. Wisley (Laurence Fox): "I suoi soldi non mi compreranno". Per la recensione completa leggi il numero di ottobre della Rivista del Cinematografo

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
Becoming Jane - Il ritratto di una donna contro
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-12 13:00:21
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

L'amore, la famiglia, l'onore e il denaro

Nel 1795 la ventenne scrittrice in erba Jane Austen incontra il giovane Tom Lefroy, il cui destino di avvocato è segnato dall'ingombrante presenza dello zio - il giudice Langlois - che investe finanziariamente sul futuro del nipote. La famiglia Austen non è ricca, ma i due giovani si innamorano e decidono di fuggire, lasciandosi alle spalle i dettami della rigida società inglese di fine Settecento: Jane e Tom sono davvero in grado di prendere questa strada e perdere famiglia, onore, amici e denaro? Oppure 'l'affetto è desiderabile, i soldi sono assolutamente indispensabili”?

Jane Austen sono io

Becoming Jane di Julian Jarrold è tratto dalla biografia della grande scrittrice inglese Jane Austen. L'intreccio si concentra intorno al 1795, anno in cui nasce la storia d'amore fra l'allora ventenne Jane e il praticante avvocato irlandese Tom Lefroy, un amore "sbagliato" perché le esigue sostanze della famiglia Austen e la dipendenza finanziaria di Lefroy dalla zio furono determinanti per la conclusione del rapporto, che segnò per sempre la vita di una delle scrittrici più note al mondo: Jane, romantica nell'animo, sceglie il sacrificio per il bene dell'amato e delle famiglie, e il suo amore - contrariamente ai tanti raccontati nei romanzi che la resero celebre - non è distinto dal lieto fine.

Sebbene il ritmo della pellicola tenda a essere poco sostenuto, Becoming Jane riesce a esaltare il talento in erba e la personalità della Austen, che si misura con i primi sentimenti amorosi e con gli iniziali e acerbi esperimenti letterari. Di particolare pregio è l'ambientazione in cui prende forma il tessuto sociale dell'Inghilterra di fine Settecento e le regole ferree che lo disciplinano; un mondo in cui il matrimonio è essenzialmente un 'contratto” dal quale entrambe le parti traggono profitto (in prestigio, denaro e status sociale). Nella vicenda amorosa di Jane Austen, viceversa, l'attenzione ai sentimenti sembra prevalere, tanto da anteporre ai propri desideri non solo l'interesse dell'amato Tom e quello delle rispettive famiglie, ma anche da rifiutare qualsiasi scelta matrimoniale conveniente e di ripiego: Jane riesce a vivere della sua natura di scrittrice, senza piegarsi all'imperativo di 'sistemarsi”.

La sceneggiatura, più vivace nella prima parte, pare dare spazio non solo agli echi sociali dell'epoca, ma anche al legame fra romanzo e vita. Quanto dei giorni trascorsi da Jane e dal suo entourage nelle placide campagne del Regno Unito - tra balli, sospiri, ribellioni a rigide regole, passeggiate campestri, schermaglie verbali e ravvedimenti - sono rinvenibili nei romanzi universalmente noti della scrittrice? Sembrerebbe che molto della vera Austen sia apprezzabile nelle vicende di Orgoglio e pregiudizio, Emma o Ragione e sentimento, e la regia discreta e curatissima di Julian Jarrold si calibra perfettamente sullo stile delle opere della scrittrice, lasciando che l'interpretazione 'ragionevole” e 'sentimentale” di Anne Hathaway, nel ruolo di Jane Austen, primeggi per l'assenza di sbavature. Senza pecche James Mcavoy nel ruolo di Tom Lefroy, mentre la presenza di Maggie Smith in quello di Lady Gresham è un vero fiore all'occhiello; un plauso, infine, alla bella fotografia di Eigil Bryld.

Un film per un pubblico di nicchia, non perché difficile, ma perché evidentemente adatto agli estimatori della romanziera inglese e a chi vuole soddisfare la propria curiosità sulla società inglese di inizio Ottocento.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
Becoming Jane - Il Ritratto Di Una Donna Contro
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-16 04:00:52
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"È un bio film sulla vita breve e single di Jane Austen, ma è anche un remake in prima persona di 'Orgoglio e pregiudizio', il suo romanzo più noto. Trasposizione letteraria in bella e banale calligrafia da televisione, con la brava Anne Hathaway che, dibattuta tra ragione e sentimento, ha un oscuro oggetto del desiderio, il giovane ma povero avvocato irlandese James McAvoy, espressivo ed esperto di tormentoni letterari. Figlia talentosa di un reverendo di fine 700 la scandalosa Austen rifiuta il buon partito, il nipote dell' aristocratica rugosa Maggie Smith. In attesa di restare sola, fa baruffa, legge Tom Jones, scrive, balla, prova il cricket e declama sulla scorta di massime neo brechtiane: 'Nulla distrugge lo spirito come la povertà'. Ci si prende e ci si lascia su scenari inglesi casti e campestri, ma il difetto è che il film resta in superficie, non prende al cuore, è un teatrino che mette cipria sulle ferite." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 ottobre 2007) "Il film del diligente Julian Jarrold, raffinato adattatore della grande letteratura russa e britannica per la BBC, si staglia per onestà intellettuale. Anche se non esplicitamente, si pone rispetto al presunto piglio biografico con creatività artistica e non con pretese di veridicità assoluta. (...) 'Becoming Jane' è tutto questo, con gli inevitabili schematismi che la trasposizione da pagina scritta a immagine in movimento comporta. Inaspettatamente Anne Hathaway, finora principessa nelle favole, sexy tentatrice e precaria della moda, si rivela tanto lontana dall'icona della scrittrice, quanto vicina nello spirito e nell'impeto. Vince il confronto con la pur brava e spigolosa Keira Knightley dell'ultimo 'Orgoglio e pregiudizio', riesce a rendere la passione e la forza di Jane, senza renderla isterica, eccessiva, bizzarra. Questa donna speciale, figlia di una nobiltà religiosa di campagna, deflagrò come una bomba, spazzando via le convenzioni della società, letteraria e non. Qui la intercettiamo nel pieno del suo amore per l'irlandese Tom Lefroy, finto scapestrato e prodigo per altruismo. Uno splendido James McAvoy, al suo secondo film consecutivo in costume dopo 'Espiazione', sempre a suo agio nella veste dell'uomo sconvolto da eventi, sentimenti e persone più grandi di lui. Avvenente e volitivo, tiene testa ad Anne Hathaway in duetti eccitanti e pieni di ritmo. (...) Un film lieve, romantico, intelligente. Delicato e gradevole nelle immagini come nelle parole, in cui tutti fanno la loro parte, a partire dal cast, british doc e di grande professionalità. Con qualche caduta di stile, estemporanea e non rilevante. Proprio come quelle di Jane, detto tra noi." (Federico Raponi, 'Liberazione', 12 ottobre 2007) "Julian Jarrold costruisce la sua storia come se Jane fosse l'eroina di un romanzo scritto da lei stessa. Ma non è così, gli sceneggiatori non reggono il confronto con la figlia del pastore. Allora bisogna accontentarsi dei paesaggi, dei costumi, delle frasi a effetto, dei momenti di trasgressione che dovrebbero essere sintomatici del temperamento di Jane, come nell'occasione in cui entra in gioco durante una partita di cricket, sport riservato ai maschietti. Una storia del senno di poi, anche perché della vera Jane, della sua vicenda personale si sa relativamente poco, le sue carte vennero distrutte dalla famiglia e un nipote ne pubblicò una biografia, pare piuttosto edulcorata, molti anni dopo la sua morte." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 12 ottobre 2007) "Ci ha rappresentato questi amori e questi dolori molto romantici un regista inglese, Julian Harrold, con varie esperienze soprattutto in tv, ma il cinema non l'ha trascurato perché i suoi personaggi li ha portati avanti con precise attenzioni psicologiche, colorendone bene i caratteri, analizzando, perfino con una certa finezza, le situazioni in cui venivano coinvolti e dando amplissimo spazi alle loro cornici attorno: non solo i boschi in primavera e in autunno della campagna inglese, ma i palazzi e i saloni dove i rituali dei balli erano regolarmente occasione per far nascere scintille d'amore. E, non potendosi permettere il lieto fine, mettendo con abilità indubbia in risalto che, per Jane Austen, il successo letterario l'avrebbe ripagata della mancanza di quello. Senza troppo concedere alla retorica." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 12 ottobre 2007) "'Becoming Jane', tratto da una biografia di Join Spence, è professionalmente ben fatto, mal recitato dalla protagonista Anne Hathway, scrupoloso, manierato; sembra d'aver già visto infinite volte ogni inquadratura, ogni scalone, ogni carrozza, ogni albero." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 ottobre 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.


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