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Basic Recensione

"Basic" recensioni

Film
Basic
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-06-15 04:01:11
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Il livello di questo 'thriller postmoderno' è notevole. John McTiernan, uno che ha ridefinito i parametri del film d'azione ('L'inferno di cristallo'), conserva il suo straordinario senso della gestione dello spazio; in più, realizzando questa volta un film sul punto-di-vista, portando il concetto al limite estremo. Non soltanto, infatti, mostra punti-di-vista diversi sugli stessi eventi; è la stessa macchina da presa a farsi narratore principale della storia, insegnandoci a valutare testimonianze e comportamenti dei vari personaggi più per la posizione occupata da questi nell'inquadratura che per il loro senso apparente. Con la mediazione di John Travolta, il film promuove lo spettatore a detective, conducendolo attraverso una sceneggiatura a cassetti e obbligandolo a interrogarsi sul senso - sul funzionamento - stesso delle immagini." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 novembre 2003) "Il film mixa Kurosawa e il genere Usa da corte marziale e dopo molti, forse troppi, colpi di scena moltiplica i punti di vista, prendendo però la via di un finale perbenista che salva le istituzioni, ma solo dopo aver accusato le operazioni militari di portare in dote sempre e comunque la violenza e la menzogna." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 novembre 2003) "Non c'è da illudersi, non è un exploit del thriller militare, non è neanche una bufala. Mantiene quello che promette, un paio d'ore di fiction cinematografica nel genere 'uomo vero col segreto chiuso in me' (... ) Il regista di 'Inferno di cristallo' è un actioner di classe quando vuole, ma in questo caso si guadagna da vivere e non si spreca. Come sempre Travolta è sottoutilizzato, mentre spicca Ribisi, volto che merita di più." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 1 novembre 2003) "Il thriller nell'esercito (a esempio 'Il Presidio' con Sean Connery o 'La figlia del generale') è spesso interessante, per almeno due ragioni: il rituale quotidiano dei personaggi e la presunzione d'innocenza d'un ambiente teoricamente inappuntabile, che dà al crimine un sovrappiù di trasgressione. Questi elementi sono presenti in 'Basic'. Ma il film è scritto dallo sceneggiatore-produttore James Vanderbilt secondo diversi punti di vista che ripetono con variazioni lo stesso episodio notturno avvenuto sotto il diluvio tra voci urlanti o concitate: così si ottiene un effetto ripetitivo monotono e nello stesso tempo si capisce poco, tanto che la sorpresa finale è poco apprezzabile. Unica consolazione, John Travolta: brillante e oltraggioso, spiritoso e seducente, molto allenato in palestra e dimagrito di dieci chili." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 novembre 2003)

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