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"Un cinema sulfureo, quello dei fratelli Coen. Gli interpreti principali sono John Turturro, e John Goodman, un duo coloratissimo per un dramma tinto solo di nero." (Gian Luigi Rondi, La rivista del cinematografo) "E' un film intelligente, brillante, geniale, innegabilmente diverso e originale che però non convince fino in fondo, non è il miglior film dei Coen, non è un film totalmente risolto." (Irene Bignardi, La Repubblica) " Il mutare di registro, dall'umbratile all'ossessivo, dall'involontario ridicolo al nero su nero, è ben controllato dai due cineasti. L'invenzione non è nè ordinaria nè volgare." (Francesco Bolzoni, L'Avvenire) "La messa in scena è persino troppo perfetta e leccata per un soggetto talmente strano, specie se confrontata con i primi film dei Coen girati nei ritagli. Ora con i capitali di Hollywood, si rischia lo sfarzo, salvato dall'audacia dei Coen che proprio a Hollywood vanno ad ambientare l'ultima loro grandguignolesca satira, senza perdere in originalità e intelligenza." (Alfio Cantelli, Il Giornale) " 'Barton Fink', ispirato a 'City of nets' di Otto Friedrich, è un film ancora più raffinato, ma analogamente divertente e tragico, ironico e manierista, che si appropria degli archetipi per parodiarli in uno stile visuale superbo, che usa la cinefilia e il piacere del cinema per spiazzare lo spettatore in perenni diversioni, contraddizioni, apparizioni di dettagli inquietanti e insignificanti." (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
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