Dopo un inserto sociologico che si propone di offrire una spiegazione del come il vizio, nei suoi multiformi aspetti, possa allignare e prosperare in una città ad un alto potenziale tecnologico e dal diffuso benessere economico, nel film - che si ispira alla rapina e ai delitti che seguirono, avvenuti a Milano il 25 settembre 1967 - sono messi a fuoco i protagonisti del dramma - autori, vittime, forze dell'ordine - i loro ambienti, le loro psicologie, e vengono descritti i momenti della preparazione e dell'esecuzione di questo crimine ed altri precedenti, fino alla strage finale. I componenti del famigerato quartetto: Piero il capo, che si autodefinisce un "drago", fondamentalmente stupido, ma astuto, esaltato e pieno di presunzione; la sua spalla; l'autista delle "spedizioni" e l'ultimo arrivato, un minorenne fino ad allora incensurato, perdono tutta la loro boria e folle spavalderia di fronte alla generosa collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine, soprattutto nel momento in cui gli agenti stringono i ferri intorno ai loro polsi.
Note
- PRESENTATO AL 18° FESTIVAL DI BERLINO (1968). - PREMIO DAVID DI DONATELLO 1968 ALLA REGIA (CARLO LIZZANI) E AL PRODUTTORE (DINO DE LAURENTIIS). - GROLLA D'ORO A GIAN MARIA VOLONTE' COME MIGLIOR ATTORE.