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"Parte lento, senza riuscire a trovare il bandolo della matassa, ma nella seconda parte, grazie ad effetti abbastanza speciali, il regista riesce a catturare un poco di inconscio. All'altare del mistero universale, il film di Lieberman depone ben poco, una bella fotografia notturna, ritratti rustici, qualche intuizione e un manipolo di simpatici attori a paga sindacale". (Il Corriere della Sera, Maurizio Porro, 19/06/93)
"Per questa impostazione narrativa da "B movie" degli anni '50 che la fotografia volutamente datata di Bill Pope ("Darkman") esalta, forse il film non incontrerà il gusto di un pubblico assetato di effetti speciali. A noi è simpatico proprio perchè ci ricorda le serate nelle arene estive di un tempo". (La Stampa, Alessandra Levantesi, 13/06/93)
"Si procede a rilento, si inciampa in drammi fittizi, si naviga tra l'inverosimile e troppe pretese verità: senza mai veri coinvolgimenti e ai limiti, qualche volta della noia". (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 13/06/93)
""Bagliori nel buio" parte alla grande, visualizzando a ritmo serrato l'avventuroso impatto del gruppo con il misterioso oggetto luminoso, poi si arena nella verbosa ricostruzione dell'incidente, nei burocratici interrogatori di un invadente James Garner nel ruolo di Waters, nei ripetitivi conflitti tra gli amici e ritrova la forza espressiva della fantascienza pura nella sequenza-incubo degli umanoidi che sottopongono Travis ad un doloroso tecnologico intervento chirurgico". (Il Mattino, Valerio Caprara, 17/06/93)
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