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"Che frastuono, quante parolacce, che spropositata lunghezza. Se la musica non fosse così martellante, se i dialoghi fossero meno sboccati (e un po' più spiritosi) e soprattutto il film non raggiungesse una durata insopportabile, ci si potrebbe anche divertire". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 ottobre 2003) "Se Rambo era il modello della politica estera reaganiana, 'Bad Boys II' è la trasposizione cinematografica dei metodi dell'asse Wolfowitz-Rumsfeld-Bush Jr. In una scena di questo sequel poliziesco diretto da Michael 'Ce l'ho duro' Bay i due protagonisti preferiscono scaricare migliaia di pallottole e radere al suolo inerti baraccopoli cubane piuttosto che fare quella semplice telefonata che avrebbe evitato la devastazione. (...) 'Bad Boys II' dura tanto. Non è una guerra lampo, ma uno stillicidio. E anche questo ci ricorda qualcosa. Finale con morte del cattivone davanti alla base di Guantanamo. Più chiaro di così". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2003) "In altri tempi, sarebbe stato un innocuo filmetto di serie C, ironico e veloce. Con gli estrogeni del produttore Bruckheimer, diventa una sorta di kolossal frastornante, che dura inspiegabilmente due ore e mezzo e affastella inseguimenti con trenta auto sfasciate o scene al ralenty di una pallottola che perfora la natica di Martin Lawrence, lo sceneggiatore Ron Shelton fa quello che può, tracciando contesti familiari o siparietti comici con i protagonisti in analisi, ma deve sottostare alla gigioneria televisiva dei due attori e alla regia videoclippara di Bay, e far dire ogni dieci minuti come sia dura la vita per i criminali in America, dopo l'11 settembre. Sprecati i caratteristi, dal 'Soprano' Joe Pantoliano a Peter Stormare. Tanto il modello non è il film d'azione, ma una playstation con inserti di sitcom." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 21 ottobre 2003)
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