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Baciami Piccina Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-09-28 15:52:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Stazione dei Carabinieri di Civita di Terontola: il brigadiere Umberto Petroni (Neri Marcoré) deve condurre a Venezia il truffatore Raoul Nuvolini (Vincenzo Salemme). Sul treno preso dai due si infila anche Luisa (Elena Russo), la fidanzata di Umberto. Il viaggio ha inizio il 7 settembre 1943: l’indomani l’Italia non sarà più la stessa. Opera seconda di Roberto Cimpanelli, già affermato produttore e regista del convincente Un inverno freddo freddo, Baciami piccina è un viaggio di formazione sui binari della commedia. Nell’Italia in balia di se stessa del settembre ’43, i tre protagonisti si muovono sul territorio dell’etica, cercando risposte individuali agli interrogativi di un Paese intero. Intatta è solo la coscienza della piccola gente, il resto è preda di germanici, repubblichini e del vuoto di potere. A riempire questi buchi neri la filosofia del suggeritore teatrale Raoul, gli alterchi amorosi di Umberto e Luisa, gli incontri sul loro percorso di liberazione. Cimpanelli e gli sceneggiatori Furio e Giacomo Scarpelli stanno attaccati ai loro personaggi, a cui tocca alzare il film dalla forma televisiva, da una indulgente ricostruzione storica e dal manicheismo in agguato. Salemme e Marcoré ce la fanno, liberano sequenze drammaturgicamente claustrofobiche con battute e sguardi di intesa. E il loro rigore morale diviene quello del film. Sulle note scanzonate di Baciami piccina.

Copyright © Cinematografo 2006.

Scheda Film
Baciami Piccina
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-17 04:01:18
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Incomincia come 'Quel treno per Yuma': un brigadiere dal baffo che, seguito dalla sua ragazza che sogna San Marco, scorta a Venezia un truffaldino detenuto napoletano. Poiché è l' 8 settembre 1943 il viaggio sarà tra pericoli e strani incontri, macerie, imbrogli, agguati, fino alla presa di coscienza partigiana. Scarpelli sr., che aveva già scritto con Age il capolavoro di Comencini 'Tutti a casa', torna sul luogo del delitto socio-politico e sui sentimenti di quella commedia-tragedia all'italiana oggi col figlio, fornendo a Roberto Cimpanelli, regista interessato ai fattori umani, il copione di un film amaro e divertente, che tiene un buon passo narrativo, un poco anacronistico, ma speriamo di no. Attori bravi, mescolati con gran sapienza: Salemme, non diretto da se stesso, è di misura espressiva esemplare, Marcorè gli dà replica divertito, ed Elena Russo muove un' invisibile rete di sentimenti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006) "Tutto già raccontato, certo, e tutto anche un po' ovvio. E la firma di Furio Scarpelli (con suo figlio Giacomo) alla sceneggiatura ci rende più facile riconoscere le citazioni da - o gli omaggi a - 'Tutti a casa' o 'La Grande Guerra'. Senza impeti eroici né zampate satiriche, è una rivisitazione (doppia: di quei giorni storici e del racconto che il grande cinema italiano ne fece una quindicina di anni dopo) pacata e crepuscolare. Di cui non possono però sfuggire il garbo, la grazia. (Paolo D'Agostini, "la Repubblica", 29 settembre 2006)

Copyright © Cinematografo 2007.



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