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Baciami Piccina Recensione DVD

"Baciami piccina" recensioni

Gossip
Baciami piccina
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-02-20 14:00:18
Provider
Spaziofilm.it
Recensione DVD

Trama

Il film partendo da un'idea di Sergio Citti, a cui per altro Ciampanelli dedica la pellicola, ruota attorno ad una data importante: l'otto settembre 1943. Giorno della dissoluzione dell'esercito italiano. Sono anni difficili. L'Italia è 'colonia” tedesca. Nessun uomo in divisa è al sicuro, è anzi tiro al bersaglio per una scarica gratuita di proiettili. Il Brigadiere Umberto (Neri Marcorè), ha il compito di scortare tal Raoul Nuvolini (Vincenzo Salemme), fermato all'Aquila per truffa, fino a Venezia dove sarà arrestato. Ad accompagnare i due c'è la bella e dolce Luisa (Elena Russo), fidanzata di Umberto, che approfitta dell'occasione per trascorrere un po' di tempo con l'innamorato, sempre troppo occupato e distante, per dedicarle del tempo. Ma tutte le città sono sotto assedio e non sarà impresa facile raggiungere la meta prefissatasi. Il viaggio si tramuterà, infatti, in un'avventura dal risvolto inaspettato, diventando, per i protagonisti, spunto di riflessione, per un'analisi introspettiva, che costringerà ciascuno a confrontarsi non solo con se stesso, ma con l'altro.

Commento

La vicenda è ambientata in Umbria, precisamente a Civita di Terontola. Corre l'anno 1943. Il 7 Settembre per la precisione, alla vigilia dell'annuncio dell'Armistizio con gli Alleati, un truffatore, Raoul Nuvolini, noto già per altri misfatti, deve essere scortato presso la sede della Magistratura di Venezia. I carabinieri della scorta restano feriti in un incidente ferroviario e il brigadiere Umberto Petroni, viene incaricato di consegnare Nuvolini alla giustizia. Luisa, la fidanzata di Umberto, da anni in attesa di un permesso speciale per sposare il suo brigadiere e di un viaggio di nozze proprio a Venezia, si aggiunge inaspettatamente al viaggio. Ma la trasferta non sarà priva di sorprese, specialmente per il clima che in Italia si respira in quegli anni, a causa della presenza delle truppe germaniche e dei loro poco discutibili modi di applicare la legge.

'I tedeschi si aspettano una nuova decisione di Badoglio, quella di arrestare il Duce, e dare il comando al re”. Un film impegnativo. Per il contesto storico, in cui è calato, che vede la patria italica soccombere sotto il piede straniero e, in cui i suoi figli muoiono senza appello, per poche scariche di fucile dietro la schiena, come bestie da macello. La regia di Roberto Campanelli è realista, non si avvale di fronzoli, che non siano scenici, grazie all'intervento di Pasquale Rachini, direttore della fotografia, che firma immagini stupende. Come la sequenza di Lucia alla vista del mare. Il mare è per alcuni registi l'elemento poetico per antonomasia, spesso usato di frequente per ottemperare il parossismo drammatico di alcune scene.

Così come la presenza sullo schermo dei cappelli, non casuale. Simbolo di transizione per un "altrove". Già Fellini in 'Giulietta degli spiriti” e in”8 e 1/2" ha insegnato come esso rappresenti il limen tra la dimensione onirica e la realtà. Una maschera che seppur parziale, sembra identificare chi lo indossi in qualcosa di diverso da sé, 'un upocrites”, un attore, come recita Vincenzo Salemme. Il cui ruolo in questo film è di megafono della cultura, truffatore-attore, deriso e umiliato. Eppure più fedele a se stesso di quanto non lo sia Umberto, brigadiere che indossa la divisa come una maschera. Rinunciando all'abito, Umberto rinuncerà a ciò che esso rappresenta: l'asservimento ad un ideale di giustizia e verità viziato, a cui sostituisce il suo personale ideale di libertà, non sottomesso ad alcun regime.

Raoul: 'Nella mia anima, sciagurata c'è irrinunciabile la cultura”.

Generale tedesco: 'Cultura cultura…ma la cultura contiene un infinità di cose tra cui l'amore della patria, la disciplina e ultima, la prima, la volontà di potenza.'Fr 78. Sono arlecchini: i letterati, i teatranti, i romanzieri, i politici, gli ebrei, i virtuosi, i santi, i saggi, e i profeti".

Arlecchino è l'attore, arlecchino è chiunque si nasconda dietro se stesso a prescindere dalla sua professione. La libertà non si conquista con le armi è un diritto, ma ancor prima è un moto dell'anima, che neppure la morte può portar con sé. Muoiono gli uomini non gli ideali. Questo il monito, splendidamente reso dall'interpretazione di Vincenzo Salemme, eccezionale nella scena ricca di pathos in presenza dell'ufficiale tedesco, in cui in un climax di disperazione e furiosa rabbia, commuove con parole cariche di frustrante sarcasmo. Smorzate dalla colonna sonora 'Baciami piccina”, portata al successo da Rabagliati durante gli anni del fascismo, che nel film di contro, diventa voce di denuncia sociale.L'intento? Opporre al grido delle armi quello dell'amore.

Altro merito a Neri Marcorè, nel ruolo del brigadiere impiacciato, freddo e distante, che grazie al viaggio, compie una sorta di catabasi dentro se stesso, accompagnato dal Virgilio-Caronte Salemme-truffatore, e ritrova se stesso nella tragedia. La presenza di Luisa, nelle vesti di Elena Russo, è a volte un'ombra che conforta, che allevia dalle sofferenze, l'elemento mediatore; altre volte è piuttosto elemento perturbatore, l'incarnazione dell'amor cortese, che pazientemente attende, e disperatamente raccoglie, ciò che resta della vita. I ricordi. La sceneggiatura di Furio e Giacomo Scarpelli, non brilla per originalità, ma quanto per il tocco melodrammatico, tipico delle commedie all'italiana, in cui la musica gioca da ago della bilancia per ritmare in perfetta sintonia i diversi registri: comico e tragico, senza troppi traumi per lo spettatore.

Un film per riscoprire il cinema italiano.

Dvd

Gli extra elevano la qualità del dvd. Da un punto di vista tecnico, infatti, l' audio DD 5.1 in italiano e il video, risultano nella media. Interessanti e divertenti "Il dietro le quinte" con le gag di Vincenzo Salemme e Neri Marcorè, insieme al link "..ci rimettiamo al vostro buon cuore" con le interviste al regista Roberto Ciampanelli e Elena Russo, poco approfondita, invece, la pagina sul cast artistico e tecnico, in cui sono solo citati i nomi degli interpreti e degli "addetti ai lavori".

Citazioni:

Umberto: ”A che servono le virgole?”

Totò”: ”a metterle dopo un certo numero di parole” ”

Raoul: 'Ognuno di noi, Luisa, dà ad intendere agli altri qualcosa di non vero”

Luisa: ”Cioè siamo tutti un po' ipocriti?”

Raoul: ”E già.. infatti come si dice attore in greco? Upocrites!”

Raoul:'I cittadini che accettano di farsi governare da un impostore sono più colpevoli di colui che li governa".

Raoul: ”Perchè si ubbidisce se non c'è più nulla a cui ubbidire?”

Umberto: 'Mio padre avrebbe risposto la coscienza”

Umberto: '...Domattina ognuno per la sua strada e mi auguro che la sua sia quella giusta. Quando si prende la più facile si perde sempre anche se si vince”.

Raoul: 'Non credo capiterà un momento altrettanto bello per dirsi addio

Luisa: "I momenti belli sembrano sempre un ricordo".

Raoul:'Ma che siete, che esseri viventi siete? Come cazzo vi si può chiamare?Non cè una lingua che vi possa definire. Eppure esistete. In tedesco buono non esiste ma voi si. Come cazzo vi chiamate?"

Luisa:'La vita, la vera vita è una storia che si conclude da giovani, poi diventa un lungo ricordo”.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.



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