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"Piacera a chi magari non conosceva Tina Frey e Amy Pohler, ma dopo 'Baby Mama' sara stato ben lieto di averle incontrate. Le due ragazze sono forze della natura. Lo fan vedere anche qui rimontando la difficolta del doppiato. E a chi aveva perso di vista da qualche tempo Sigourney Weaver, e qui la rivedra volentieri, riciclata in una parte di carattere (non ha molto spazio, ma quello che occupa e uno dei momenti più divertenti del film). Divertira (e incuriosira) anche il pubblico maschile. Apparentemente 'Baby Mama' e coniugato al femminile. I maschietti previsti dal copione sono presenti praticamente nella sola funzione di portatori di seme. I rapporti tra le ragazze sembrano esaurire tutta la gamma dei sentimenti (amore, dolore, divertimento, rancore). E invece il copione, scritto da un uomo (il registaMichae1 McCuliers) ribalta a poco a poco l'immagine di un mondo femminile chiuso in se stesso e (intenzionalmente) autosufficiente. Partito come 'storia di due donne che si amano' il film chiude con due maschi (il ristoratore e l'ex marito) a fianco delle ragazze. L'utero in affitto? Solo roba da checche isteriche. O da frustrate donne in carriera." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 luglio 2009) "Circola in tutto il film una gradevole aria di liberta, di non conformismo. 'Baby Mama' non e il solito film satirico abbandonato ai calori estivi, e accaduto lo stesso a 'Sacro e profano' di Madonna, a 'I Love Radio Rock': le strade che la censura di mercato prende sono davvero infinite." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 24 luglio 2009)
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