Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"Stesso soggetto, stessi sceneggiatori, stesso interprete. Ma se il tono della 'Scuola' di Daniele Luchetti era surreale, quello di 'Auguri professore' del suo ex aiuto Riccardo Milani è venato di amarezze e disillusioni. E ancora, se 'La scuola' era la radiografia di un'istituzione culturale, 'Auguri professore' è la radiografia di un insegnante. (...) Film non sempre lineare ma sincero e sentito, che dovrebbero vedere sia il ministro Berlinguer, sia i ragazzi che occupavano le scuole nei giorni della protesta. 'Auguri professore' antepone la sensibilità dei docenti allo schematismo dei pioni didattici; così vanno intesi gli auguri del titolo: per evitare che una scuola ridotta a pezzi generi una società disastrata". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 21 gennaio 1998)
"A parte qualche incongruenza in cronologia, tutto è molto credibile. In particolare i flashback sulla scuola di un tempo, basata su un concetto perfettamente punitivo dell'esistenza, ne esce con una precisione notevole. Più che nella linea della commedia satirica, siamo, per intenderci, in quella di 'Ovosodo' dove i tocchi di osservazione realistica prevalgono e la comicità non è il criterio-base della rappresentazione. E se non manca qualche concessione allo stereotipo anche gli studenti, una volta tanto, sono rappresentati come minorenni più o meno normali, anziché come un popolo di incomprensibili alieni". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica, 27 dicembre 1997)
"Forse perché inzuppata di rimpianto, la storia è portata avanti a 'flashback', il film risulta indebolito da una contraddizione irrisolta tra passato e presente, come se il suo depresso pessimismo si tingesse troppo di rosa. Qualche bella immagine dell'Abruzzo, battute di dialogo perdute a causa del romanesco in presa diretta, una colorita galleria di studenti". (Morando Morandini, 'Il giorno', 28 dicembre 1997)
Copyright © Cinematografo 2006.