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"Una delusione. Uno dei peggiori cartoon prodotti dalla 'casa' negli ultimi anni: indeciso sul tono da tenere per piacere a tutti, ottiene solo il risultato di non essere completamente un film per bambini, né davvero un film per un pubblico adulto. Di seconda scelta anche la grafica, indegna sia della grande tradizione Disney sia degli autori Trousdale e Wise, gli stessi di 'La Bella e la Bestia". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 dicembre 2001)
"Il Disney-film di Natale, carino e divertente, ha qualcosa di istruttivo e utilitario oltre che di avventuroso e fantastico. (...) Lo stile del disegno risulta meno approssimativo del solito". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 dicembre 2001)
"Un film di Indiana Jones rivisto e corretto per i cartoni animati, nel bene e nel male. Nel bene, la procedura fumettistica e neo pop art di una vicenda avvincente che, muovendo dal 1914, porta il linguista cartografo alla scoperta del mistero di Atlantide (...) Nel male la piatta stesura delle immagini che invitano sempre a ricordare il colossal di fiction hollywoodiana, con le sue costruzioni metalliche e le grandiosità di campo lungo. Ventimila leghe sotto i mari il cinema è riuscito ad andarci da un pezzo. Non piace poi, ma è una questione di gusti, la colorazione smunta dei corpi e delle facce, che ricorda un po' l'anoressia di tutto il prodotto. Per mettere insieme un'oretta e mezza ci hanno lavorato per più di un quinquennio". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 dicembre 2001)
"'Atlantis' è stato accolto dalla critica con perplessità: in questa specie di Indiana Jones in versione cartone animato si parla troppo, le scene d'azione arrivano tardi creando una moderata suspense e manca il delizioso bestiario che fa la gioia dei piccini. Vero è che da qualche tempo l'animazione cerca nuove strade solleticando i gusti di un pubblico più adulto, ma allora perché usare un disegno tanto simile (orrore!) a quello giapponese dei Pokemon? (...) Iniziato in chiave di commedia, il cartone si trasforma in un film d'avventura e su uno sfondo scenografico pieno di reminiscenze fra l'ecologico e il new age, il bene trionfa. Il tutto non sarà particolarmente innovativo, ma ha una sua suggestione e di questi tempi il discorso su come sia facile per una civiltà autodistruggersi risulta quanto mai tempestivo". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 dicembre 2001)
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