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Tutti alle Olimpiadi
Giunti alla terza avventura cinematografica, i due eroi galli Asterix (Clovis Cornillac) e Obelix (Gérard Depardieu) danno sfoggio delle loro abilità sportive partecipando alle Olimpiadi, con l'impegno di vincerle per permettere al giovane Alafolix di sposare la sua amata principessa Irina. Dovranno però fare i conti con il temibile Brutus (Benoît Poelvoorde), figlio di Giulio Cesare (Alain Delon), intenzionato anche lui a primeggiare per liberarsi dal controllo del padre e per sposare anch'egli la bella Irina. Asterix alle Olimpiadi prende spunto dall'omonima graphic novel di René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni), senza curarsi della fedeltà al testo: il film, difatti, pur trattando la storia dal naturale punto di vista cinematografico, conserva solo alcune gag presenti nell'opera originale per poi evolversi in un prodotto commercialmente ambiguo...
Bruto filio mio
Sebbene la satira sociale - puntigliosamente calibrata da un'ironia tutt'altro che ovvia - sia pressoché presente in ogni fumetto della serie, nel qui presente adattamento cinematografico è proprio tale aspetto a destare maggior imbarazzo. Asterix alle olimpiadi è un film, purtroppo, poco divertente e inutilmente prolisso (l'ultima parte è un inno allo sport, ma che poco aggiunge al focus narrativo). Impersonale intrattenimento edulcolorato: colmo di sfavillanti ed esagerati effetti speciali, salti impossibili in sfarzose scenografie, all'interno delle quali non trovano spazio le schematiche leggi fisiche. Le trovate di comicità slapstick, che dovrebbero far ridere, appaiono copie sbiadite della commedia muta in bianco e nero, mentre la regia, voluminosa, eccitata, scopiazza il dinamismo dei grandi kolossal hollywoodiani realizzando le scene migliori con la CGI, ma senza alcun trasporto comico/emotivo. E' certamente un blockbuster per via del suo budget imponente (si parla di oltre 80 milioni di euro, il che lo rende il film più costoso mai prodotto in Europa) ma che, stando al risultato complessivo, non riesce a competere con i grandi dell'industria dell'intrattenimento.
L'intero progetto si fregia di un cast di tutto rispetto, e di fatto sono i volti (anzi, IL volto) - e non gli effetti - a renderlo quantomeno interessante per il pubblico degli aficionados. Dopo un'assenza dalle scene realmente drammatica, Alain Delon riconquista il suo pubblico mostrando un'insolita verve comica, intelligentemente autoironica a dimostrazione di come il ruolo sia stato scritto appositamente per lui; non sarebbe inopportuno considerare la sua interpretazione la cosa migliore che il film ha da offrire. D'altra parte Depardieu nel ruolo di Obelix è cosa nota, Clovis Cornillac è troppo bello per essere Asterix e la dichiarata bravura di Benoît Poelvoorde non viene esaltata dalla sceneggiatura, a dir poco ridicola. Purtroppo il risultato lascia interdetti: perché se da un lato (quello tecnico, naturalmente) il film riesce a catturare l'attenzione dello spettatore, dall'altro lo annoia con dialoghi inconcludenti e comparsate di poco conto. Enrico Brignano, Luca e Paolo (Camera Cafè) e i celebri Zinedine Zidane, Michael Schumacher, Jean Todt, Amelie Mauresmo e Tony Parker, alla fin fine, sembrano abbondare in un piatto già condito da escrescenze pseudoironiche fine a sè stesse. Pollice verso insomma, per quello che sarà comunque - e si spera solo in terra natia - un sicuro successo...
Citazioni:
'Cesare non invecchia, matura…”
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