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Commedia, anzi farsa, degli equivoci e dei raggiri, giocata nel mondo dei finanzieri fra imbrogli, compartecipazioni ed affari più o meno fasulli alla faccia degli onesti e dei gonzi. Poteva anche divertire, ma la guastano fastidio se ripetizioni, la troppa superficialità oltre che banalità ammannite in dosi eccessive. E' ovvio che le allusioni alla invadenza e ai potenti dei network sono frequenti e che il film intende satireggiare certi comportamenti di spregiudicati faccendieri intenti a concludere gli affari al limite della legalità. Malauguratamente Alberto Sordi si ostina da anni ad autodirigersi, cercando ruoli da incollare su moduli arcinoti e ormai sclerotizzati. Ed è appunto la regia in primo luogo a difettare di ritmo e scioltezza. Modesta l'interpretazione. (Segnalazioni cinematografiche)
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