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"Sketch molto divertenti e piacevoli si susseguono e alcuni camei, come quello di Ivano Marescotti, sono davvero esilaranti, ma il film di Bisio, diretto in realtà da Grimaldi, non ha unità e si perde tra le storie che racconta. Bisio è un bravo attore che andrebbe diretto con più polso, sfruttando anche cinematograficamente la sua vis comica in un film più strutturato". (Anna Di Martino, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
"Bisio non consente nemmeno il lieto fine, e così facendo si condanna a un insuccesso commerciale. Ma è bravissimo, e ogni volta riesce a dare il meglio di sé. E il film è delicato, forse non riuscito ma proprio per questo simpatico, vagamente celentaniano, capace di trattare con affetto e restituire alla loro naturale grandezza alcuni grandi vecchi come Arnoldo Foà e Isa Barzizza. E c'è una gag (quella della polenta con il caffè) che risulta memorabile". (Stefano Della Casa, 'Annuario del Cinema Italiano 1999/2000').
"Ciò che distingue 'Asini' dalla maggior parte dei film italiani in circolazione, basati su pretesti o compilation pure e semplici, è il fatto di avere un'idea. Un'idea che può essere condensata un una formula: i buoni devono tirare fuori le unghie. Siamo lontani, però, dal paradosso rosselliniano 'i buoni devono ammazzare i cattivi' ('la machina ammazzacattivi'), perché 'Asini' sponsorizza una visione d'impronta new age, sostanzialmente benevola e ottimistica". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 novembre 1999).
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