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Arthur e Il Popolo Dei Minimei Recensione

"Arthur e il popolo dei minimei" recensioni

Scheda Film
Arthur e il popolo dei minimei
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-02-06 23:00:16
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Due millimetri e mezzo

Le vacanze estive nel Connecticut, per Arthur, sono una piacevole abitudine: ospite della nonna in una fattoria arsa dal sole, passa le proprie giornate fra i cimeli del suo amatissimo nonno, misteriosamente scomparso alcuni anni fa. Ma quando uno speculatore edilizio minaccia la fattoria, Arthur si troverà costretto ad intervenire, seguendo le orme del nonno e cercando l'accesso al mondo dei Minimei, popolazione invisibile ad occhio nudo la cui esistenza è tramandata dalle antiche leggende di una tribù africana. Pare che i Minimei nascondano un prezioso tesoro in rubini, ed Arthur è deciso a recuperarlo per salvare la fattoria e la vita di suo nonno…

Il cinema di Luc Besson

'Arthur e il popolo dei minimei” è un raro caso di prodotto europeo offerto su più livelli multimediali: nasce come romanzo per ragazzi scritto da Luc Besson, viene poi adattato per il cinema dallo stesso Besson che, in seguito, ne cura anche la versione in videogioco scegliendo personalmente il team di sviluppatori (i francesi di Etranges Libellules). Una realizzazione interamente europea, quindi, ed uno sforzo produttivo possibile solo in Francia, dove i finanziamenti per il cinema sono generosi e dove opera un cineasta (Besson, per l'appunto) che incarna, unico nel nostro continente, quella figura di regista/produttore avvicinabile a nomi come George Lucas e Steven Spielberg. Ma più che a quest'ultimo (al quale viene sovente paragonato), Besson assomiglia ad un personaggio come James Cameron, pur senza aver mai raggiunto i suoi stessi risultati qualitativi: ciononostante è simile il ruolo (regista/produttore/sceneggiatore), sono simili i generi trattati (blockbuster votati all'azione), è simile l'idea di cinema (rutilante ed ipercinetico). Inutile dire che Besson non abbia lo stesso talento di Cameron, ed è sufficiente confrontare i loro film per averne una prova. Comunque sia, è stato lui il primo ad importare in Europa una spettacolarità di stampo prettamente hollywoodiano, e lo ha fatto paradossalmente proprio in un paese, la Francia, che dalla Novelle Vague in poi si è sempre posto agli antipodi di certo cinema americano (quello delle major, non quello degli autori), proponendosi come un'alternativa ad esso sotto ogni punto di vista. I numerosi film d'azione o d'avventura francesi usciti negli ultimi anni (si pensi a 'I fiumi di porpora”, 'Taxxi”, 'Il patto dei lupi” ed altri) sono tutti figli del cinema di Luc Besson, quando non sono stati prodotti, scritti o diretti da lui, e vogliono proporre una 'via europea” al cinema dei blockbuster. L'intento in sé stesso è apprezzabile perché una sensibilità europea, in questo genere di film, fornirebbe una interessante alternativa allo strapotere dei prodotti hollywoodiani: ma i risultati sono stati finora decisamente trascurabili, dato che la buona confezione (ottimi effetti visivi) viene puntualmente rovinata dalla povertà dei contenuti, con pochissime idee di sceneggiatura.

Sgangherato e indiavolato

Luc Besson traspone i primi due romanzi della saga di Arthur, da lui stesso scritti: si tratta di 'Arthur e il popolo dei Minimei” e 'Arthur e la città proibita”, riuniti in un unico film allo scopo di proporre una vicenda autoconclusiva ma aperta ai futuri sequel. A dire il vero, l'avventura di Arthur sembra più che altro un pretesto per mescolare live action (il mondo degli umani) e animazione digitale (il regno dei Minimei) dimostrando, così, le notevoli capacità tecniche degli sviluppatori europei e la loro autonomia dalle major americane, senza preoccuparsi troppo di concetti come l'originalità o la coerenza. La storia è effettivamente sgangherata, piena di buchi e inverosimiglianze nell'intreccio come nel procedere degli eventi (e poco importa che sia fantasy, perché anche l'impossibile deve seguire una logica); le idee, inoltre, sono per lo più derivative e mescolano i classici della letteratura fantastica, come 'Il signore degli anelli”, con le figure più celebri dell'immaginario popolare, dai folletti alla spada magica incastonata nella roccia (si, c'è anche quella).

Eppure, forse proprio perché predilige il contenitore al contenuto, il film non annoia, ed anzi ha un ritmo davvero incalzante nel susseguirsi di azione e inseguimenti di vario genere: un'avventura che piacerà ai ragazzi ma che potrebbe divertire anche gli adulti, se non altro per l'ottima tecnica digitale (il passaggio dal 'vero” all'animazione non è mai troppo brusco, anche grazie alla luminosità colorata delle riprese in live action). Tutto sommato, è giusto considerarlo per quello che è, ovvero un giocattolone naif senza pretese, a parte il risaputo messaggio ecologista. In originale, Madonna doppia la principessa Selenia, Robert De Niro il re, Jimmy Fallon Betameche e Harvey Keitel Mino.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.



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