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"Regista 'freddo', quasi mai banale, cresciuto nel culto del western (peccato che il suo precedente 'Wild Bill', non sia mai uscito da noi), Walter Hill condensa in 'Ancora vivo' un'idea di violenza, grafica e geometrica, che potrebbe deludere i fans del Bruce Willis più sbruffone e atletico: qui, sullo sfondo di un deserto color ocra che assomiglia all'inferno, il regista impagina una sfida rituale dal sapore quasi metafisico. Risultato: si spara molto, ma entro una cornice da cinema d'autore. E infatti al pubblico Usa non è piaciuto.(L'Unità, Michele Anselmi, 20/11/96) "Il film si inserisce nel filone gangsteristico anni Trenta, dove è certamente inevitabile e indispensabile dare spazio a situazioni dominate da sparatorie e omicidi. Ma in questo caso sembra di poter dire che la misura viene nettamente superata. La storia infatti procede solo sui binari dell'intento di sopraffazione dell'uno contro l'altro, nell'ottica di un modo di vivere all'insegna dell'eliminazione fisica dell'avversario." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 123, 1997)
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