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"In medio stat 'Anaconda: alla ricerca dell'orchidea maledetta'. Tutto senza infamia e senza lode: la regia corretta di Dwight Little, il biscione ricreato al computer poco pauroso e quasi malinconico, attori non dozzinali ma grigi (non male però lo yuppie nero di Morris Chestnut), la sceneggiatura solo funzionale e il moderato esotismo delle isole Fiji come set. In teoria sarebbe un sequel di 'Anaconda' (1997), ma nella pratica è lontanissimo dall'irresistibile fascino kitsch di una pellicola ricordata per il surreale cast (Jon Voight, Jennifer Lopez, Eric Stoltz, Ice Cube). Quello era un b-movie divertente. Questo è un b-movie troppo precisino e televisivo per risvegliare l'anaconda che c'è in noi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 gennaio 2005) "Se il soggetto è inesistente, non fanno nulla per renderlo credibile gli sconosciuti interpreti assoldati per la spedizione, scelti in base al fatto di essere più o meno sosia di star. L'unica via di salvezza, a questo punto, era immettere una buona dose di 'gore' da serie B, con effetti speciali raccapriccianti. Niente di tutto questo: i promotori di 'Anaconda alla ricerca dell'orchidea maledetta' hanno preferito serpenti meno minacciosi, realizzati con immagini di sintesi cheap che, quando spuntano fuori, fanno un po' ridere. Resta irrisolto un piccolo mistero: perché realizzare un sequel quando l'originale era già una boiata?" (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 gennaio 2005)
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