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"Moccia e troppo scaltro per aspettarsi il plauso universale. Per non sapere che altro non si può commentare se non che l'adolescenza in circolazione non e tutta così decerebrata come egli racconta. Esprimendo la filosofia dell'autore, a un certo punto Caro alla domanda 'semplice o complesso?' dichiara senza dubbi la sua preferenza: 'semplice'. Ma non tutti la pensano così, neanche tra i teenager. E, abbiate pieta, lasciate perdere i confronti con 'Il giovane Holden'." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 30 ottobre 2009) "In stile MTV: sogni, shopping, sentimenti e persino un lutto. Nessuna regia, perche Federico Moccia vuole solo stare addosso ai pischelli: prima col libro, poi col film, domani - si dice - componendo frasi per cioccolatini. Ogni tanto cita Petrarca, il grande Bukowski e l'immenso Lebowski, per ricordarci che lui la sa lunga. Anche se impasta una commedia microdotata: postBaglioni e neoVenditti. Gnam, gnam." (Alessio Guzzano, 'City', 30 ottobre 2009) "L'eclettico Federico Moccia (4 romanzi e 3 pellicole) e un Pinoteau ('Il tempo delle mele', citato con il montaggio serrato della prova vestiti) di oggi con un occhio da spot pubblicitario ma zero spocchia alla 'Come tu mi vuoi' o 'Iago'. Una simpatica quotidianita che ricorda le strisce di Charlie Brown. Curiosita: tra la erre moscia di Carolina (Veronica Olivier), un principio di zeppola di Massi e i1 timbro esageratamente languido del fratello scrittore, 'Amore 14' e buffissimo da ascoltare. Finale a sorpresa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 ottobre 2009) "C'e ancora chi crede che basti rinunciare all'happy end per fare cinema d'autore. Moccia firma il solito film sui teenager, indietreggiando nell'eta ma aumentando la molestia sociologica, per raccontare i bollori di una 14enne che passa dal coevo ricciolone al ragazzo pasoliniano della pompa di benzina. Una sola battuta felice, quando un fidanzatino l'avverte che ha la R moscia. Fosse solo quella! Veronica Olivier non ha la S, ha problemi con la P e la B, si mangia la M, sbaglia le vocali specie la O. Orgia di telefonini e spot." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 ottobre 2009) "Il Moccia bestseller man continua la sua personale, e fruttuosa, indagine sul mondo dell'adolescenza e dell'amore, eleggendosi ormai come nuovo Alberoni della sociologia adolescenziale. Piace ai giovani, e a loro si rivolge." (Dario Zonta, 'L'Unita', 30 ottobre 2009) "'Amore 14' ripropone 'Il tempo delle mele' di Claude Pinoteau, ma Roma non e Parigi, Veronica Olivier (la quattordicenne) non e Sophie Marceau, Pamela Villoresi (la madre) non e Brigitte Fossey e Pietro De Silva (Il padre) non e Claude Brasseur. Sempre come nel 'Tempo delle mele', i genitori capiscono poco dei figli e i nonni (Riccardo Garrone e Emiliana Franzone) capiscono tutto. Il meglio del film e quando lei scambia per l'amato (Giuseppe Maggio) chi gli somiglia; il peggiore e quando lei vuole una rivista porno e compra ... Il pornale." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 novembre 2009)
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