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"Non è un film da poco l''Amleto' di Zeffirelli impegnato a usare la forza evocatrice del cinema per distanziarsi dagli stereotipi e misurarsi con la moderna volgarizzazione; lo spettatore spiazzato sulle prime dallo scarso peso dato a scene e battute fino a ieri determinanti, finisce con il trovarsi a suo agio, trascinato da ritmi, dalle immagini e dai suoni." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale'). "La vena più autentica dello Zeffirelli che respinge intellettualismi e impegni politici si esprime in una rappresentazione molto più asciutta del suo solito condotta a buon ritmo. Lo spettacolo confida soprattutto nel prestigio degli interpreti, concertati da Zeffirelli in modo da presentare il massimo delle sfaccettature dei protagonisti. Superato il cimento, tutti hanno comunque motivo di essere soddisfatti." (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero'). "Lo spettacolo c'è e, per merito non solo di Shakespeare ma dell'impeto con cui Zeffirelli l'ha portato sullo schermo, riesce quasi sempre a convincere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo'). "Partito con una pedalata sciolta e tutta cinematografica, il film andando avanti rientra in un alveo abbastanza tradizionale, inclusi gli inevitabili tagli, senza i quali durerebbe almeno il doppio, e i molti chiarimenti a uso degli ignari." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera')
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