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"(...) il sesso è roba da ragazzini brufolosi, trovate l'anima gemella e tenetevela stretta. Anche se nel frattempo gli eterni pruriti ispirano l'ennesimo film sciocco e zozzetto. Bene solo Jason Biggs e la flautista Alyson Haningan. Assenti le trovate volgari ma efficaci del primo film. E ridere diventa difficilissimo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 novembre 2001) "C'è un corto circuito verosimile dell'irriverenza adolescenziale e dei suoi dogmi, ma nella vita i ragazzi sono più disponibili a non prendersi sul serio. E poi molte delle gag sono complementari o alternative a quelle del precedente capitolo. Simile, se non peggiorata, anche la direzione degli attori e il passo complessivo: al timone, al posto dei fratelli Weltz, c'è J. B. Rogers. Si sente la fretta di cavalcare un successo che produttori e attori non si aspettavano". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 2 novembre 2001) "Nel filone 'educazione sentimentale vista dal buco della serratura', il film, ben recitato, scivola via con ritmo e con un sentimento 'basso', ma radicato nella vita reale. Restano alcune invenzioni da antologia, per esempio la verissima 'regola del tre': (...) Se Boldi e De Sica avessero vent'anni, sarebbero già partiti per il lago Michigan". (Piera Detassis, 'Panorama', 8 novembre 2001) "Il film va ripetendo negli Stati Uniti lo strepitoso successo commerciale della prima puntata, grazie a tutte le stupidaggini dell'età dei protagonisti: sesso telefonico, filosofie orientali, in funzione del potenziamento sessuale, spavalderie, risate, porcheriole, La regia è passata dai fratelli Paul e Chris Weitz a J. B. Rogers, un regista meno efficace ma che davvero non si vergogna di nulla. I giovanissimi attori sono piuttosto bravi." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 novembre 2001)
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