Nel 1950 Lorenza, giovane comunista in crisi coniugale e ideologica, raggiunge in paese della Val d'Orcia la cugina Sandra, fidanzata di Marco il postino. Fuori del paese si è accampato un clan di nomadi e su costoro due giovani del luogo - Vittorio e Sergio, da tempo emigrati in città e comunisti come Marco e le due donne - stanno svolgendo una ricerca sulla cultura ed etnia zingaresca. Tra canti, balli di nozze e furtarelli, che indignano la comunità locale, Andreas, nomade fiero e di bell'aspetto, colpisce Lorenza con la sua avvenenza. I rapporti fra i giovani comunisti con gli zingari sono ottimi, essendosi i primi eretti a loro difensori. In seguito ad un diverbio, un agricoltore intollerante (il clan si è installato in una piccola valle di una proprietà) viene ucciso e i carabinieri sospettano di Andreas. I paesani vorrebbero linciarlo: Sergio e compagni ne agevolano invece la fuga sulle terre cretose della campagna senese, ma sono costretti ad allontanarsi anch'essi , poiché i Carabinieri indagano sull'assassino. Anche Lorenza si pone sulle sue tracce e, trovatolo in un casale abbandonato, vive con Andreas una notte di passione. Nella estrema corsa verso la libertà, Andreas, inseguito da alcuni Carabinieri, cade ucciso per un colpo di pistola alla schiena, partita dal gruppo dei militi.



