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"Consapevoli che il film d'animazione, destinato ai bambini, è soprattutto magia, ossia possibilità di suscitare sogni e stimolare fantasia, il produttore Lassiter e il regista/soggettista Stanton scelgono una storia ambientata nelle profondità marine, luogo quant'altri mai misterioso e inesplorato, abitato da creature che non si vedono e che possono essere 'disegnate' nelle forme più strane. Le (dis)avventure che i pesci affrontano sono però vere, quasi 'realistiche', toccano cuore e mente, si muovono lungo quelle sensazioni primordiali che fanno parte della crescita di ogni essere umano: ricerca del nuovo; voglia di affermazione; paura; dolore; gioia. Il tutto lungo la difficile, ma consapevole ricerca di un legame rinnovato tra padre e figlio. Certamente una favola "di formazione", un racconto-sintesi di molti altri titoli disneyani degli anni passati. Ma il taglio è, come si diceva, per più versi rinnovato: meno sdolcinato, armonioso ma più attento all'espressività dei soggetti, scrupoloso e riuscito nel disegno delle acque sempre in movimento. E poi non c'è musical, ossia mancano stacchi e siparietti musicali cantati dai protagonisti. Più asciuttezza ma uguale capacità di arrivare ad una osmosi tra regno umano e regno animale, di offrire la sensazioni che quei pesci siamo noi, che in quell'acquario sono tenuti prigionieri i nostri desideri di libertà e di pace." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 136, 2003)
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