Joe Gideon è un coreografo che sta allestendo un grosso spettacolo per Broadway. Professionalmente è riconosciuto il numero uno del genere e come ogni artista consapevole della propria genialità, non è mai contento: già nella scelta degli attori e delle attrici stenta a decidersi; davanti ai copioni si stempera in correzioni a non finire; poi le prove si susseguono a ripetizione; in fine, lo stesso montaggio del materiale impostato subisce interminabili ripensamenti. Ora, data la grandiosità dello spettacolo in gestazione, Joe sta subendo le pressioni dell'impresario e degli altri responsabili poichè, senza avere neppure concepite le scene finali, è molto al di fuori dei tempi di lavorazione previsti e molto al di sopra delle cifre di finanziamento. D'altra parte, Joe Gideon si trova nei guai anche a causa della sregolata vita sentimentale e familiare: è separato dalla donna che lo ha reso padre della ormai grandina Michelle che vede, giudica, rimprovera e soffre; passa con facilità da un'amante all'altra che trova con facilità tra le proprie ballerine. La doppia vita lo ha portato al fumo esagerato e all'uso di pericolosi eccitanti. Dallo stress all'infarto il passo è inevitabile. Il dr. Ballinger si prodiga con il valido apporto di specialisti; ma il Gideon si dimostra anche come infermo un ribelle. Sopravviene la immatura morte.
Note
- COREOGRAFIA: BOB FOSSE. - PREMI: PALMA D' ORO AL FESTIVAL DI CANNES (1980); 4 OSCAR - MIGLIOR SCENOGRAFIA, MIGLIOR COLONNA SONORA, MIGLIORI COSTUMI, MIGLIOR MONTAGGIO.



