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Un "fantahorror" a tinte forti, ma meno efficace degli "Alien" precedenti, molto confuso e truce. La vicenda ondeggia fra cupezze medioevali e il post duemila (molto "post", tuttavia, giacchè il nuovo millennio è ormai alle porte) la tecnologia appare vetusta e rugginosa. C'è un grande spreco di labirinti angosciosi e di terrori a non finire, ma tutto sommato la storia finisce in poco. Naturalmente effetti speciali in grande quantità oltre al solito mostro con le enormi chele ed uomini galeotti maniaci. La intrepida Ripley anzichè tornarsene finalmente a casa, piomba per un guasto su un pianeta a dibattersi tra incubi e angosce: scelte non ne ha e deve lottare, così come non resta agli omaccioni che battersi alla morte con qualche torcia e a mani nude. Il film è enfatico (musica compresa), farneticante, di sceneggiatura discontinua mescolante l'orrore a incongrue spruzzate di misticismo. Gli interpreti principali sono Charles Dance (nei panni di Clemens), un attore che ha alle spalle una carriera di spicco ed una Sigourney Weaver angosciata per il destino dell'umanità. Francamente sarebbe bene che storie del genere, terrificanti e fumose e con bestiacce varie scomparissero dagli schermi. (Segnalazioni Cinematografiche) "Apocalittica terza spedizione galattica della bella Sigourney Weaver nel mare magnum degli effetti speciali e della noia, con la complicità del debuttante regista David Fincher, che solo più avanti dimostrerà il suo talento con 'Seven'. Tra musiche ossessive, colori tenebrosi e immonde creature c'è tutto il tempo per più di una risata (ahinoi, involontaria)". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 3 settembre 2001)
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