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"'Alexandra's Project' di Rolf de Heer, un processo al maschio spietato fino al sadismo. Malgrado l'exploit tecnico e recitativo, stavolta de Heer ('Bad Boy Bubby', 'The Tracker') più che turbare infastidisce. Ma vietarlo ai 18 è francamente ridicolo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 novembre 2003). "Rolf de Heer ha realizzato uno sgradevolissimo film con tre personaggi l'uno più odioso dell' altro, consigliabile per chi ama stare al cinema come seduto sui carboni ardenti." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera, 22 novembre 2003) "Praticamente a due soli personaggi, un film paranoico, claustrofobico e coinvolgente. Un thriller senza morti, ma con parecchi feriti e contusi, che invoglia gli spettatori ad aprire il dibattito sui ruoli sessuali, le dinamiche di coppia, i piccoli delitti quotidiani perpetrati da chi vive assieme. La sua risorsa migliore è la scelta di ambiguità che il regista australiano (di origine olandese) Rolf de Heer adotta come criterio della rappresentazione senza mai rivelare un solo punto di vista. Tanto che tutta la storia potrebbe essere interpretata come lo sguardo paranoico dell'uomo sul matrimonio e la vita a due." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 novembre 2003)
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