Il regista fa raccontare a sua madre l'intera giornata che segnò la fine della seconda guerra mondiale. Giorno in cui lei, dopo un lungo periodo di prigionia, potè finalmente fuggire dal campo di concentramento sovietico. La seconda parte, invece, ci mostra la storia di Ringo, giovane tossico punk, delle cui esperienze, in modo documentaristico non ci viene risparmiato nulla. Il vero protagonista del film quindi è il degrado e la lotta che l'individuo deve combattere con il potere che riesce a devastare le vite e le anime pure dei due protagonisti.
Note
- PREMIO "ORIZZONTI" COME MIGLIOR FILM ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2005).