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"Ben venga 'About A Boy - Un ragazzo', tratto dal romanzo di Nick Hornby e diretto con qualche faciloneria e insospettata leggerezza dagli scorreggioni redenti di 'American Pie', i fratelli Paul e Chris Weitz. Che mettono a frutto la finta semplicità, la scioltezza narrativa e l'amore per le canzoni dello scrittore inglese, capace come nessun altro di definire umori e conflitti attingendo all'immenso repertorio in progress del pop. (...) Si può trovare abbastanza qualunquista il cliché della mamma impegnata e nemica dei McDonald, ergo fuori dal mondo, ma in quanto trita banalità è un peccato veniale. Morale ovvia ma espressa con convinzione contagiosa: non avrai mai una faccia se non sei disposto a perderla, a qualsiasi età. Allergici a Hugh Grant, astenersi". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 settembre 2002)
"Pare proprio che Nick Hornby porti bene al cinema. Dopo due piacevolissimi adattamenti di suoi romanzi ('Febbre a 90°' e 'Alta fedeltà'), anche il terzo, 'About a boy' (dal libro 'Un ragazzo') è una commedia particolarmente riuscita, affettuosa, ironica e fluida: forse un po' esile e con dentro qualche ovvietà, ma beneficamente lieve, al contrario di una quantità di film odierni che, al ritmo di una gag per minuto, sanno sempre più di costruito a tavolino". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 settembre 2002)
"Dall'omonimo romanzo di successo di Nick Horny, che ha già raccontato la cinica sopravvivenza dei single '(Alta fedeltà'), i fratelli Weisz di 'American Pie' centrano un cocktail di ironia sociale e formazione amorosa, critica del libertinaggio e morbida rivalutazione della famiglia". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 13 settembre 2002)
"Dal romanzo di Nick Hornby, uno dei migliori narratori di storie britanniche contemporanee, i registi di 'American Pie' (!) traggono un film garbato, spiritoso, a tratti persino sensibile". (Alessio Guzzano, 'City', 18 settembre 2002)
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