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"Impresa ardua girare un film sul calcio. Si entra in quel campo nel quale, bene o male, tutti si sentono registi di un immaginario condito di sogni, miti, record da bruciare, eroi-simbolo da venerare. Eppure in molti continuano a voler essere della partita e allora ecco in arrivo i vari 'Goal 2, Johan' (Cruyff naturalmente), 'La mano di Dio' ecc. Ma c'è qualcuno che ha già trovato la chiave giusta per andare in gol; perché '4-4-2 il gioco più bello del mondo', dribblando la vetrina glamour e scegliendo come titolari gli sfigati del pallone, i panchinari, gli esclusi, ripristina il modulo ad episodi caro alla commedia di una volta e si becca tre punti pieni di ironia, divertimento e cinismo. Diretto da un quartetto di allievi freschi di Centro Sperimentale, il film fluidifica ottimamente nei primi due episodi, 'Meglio di Maradona' e 'La donna del mister' prendendosi qualche richiamo che non diventa mai cartellino giallo, nei meno frizzanti 'Balondòr' e 'Il terzo portiere'. Risultato, una pellicola senza schemi che crede in quei valori "effimeri" capaci di far battere il cuore. Una chicca l'accento toscano di Mastandrea, una goduria i piccoli Alessandro Guasco e Hady Sy." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 19 maggio 2006) "Chissà se la concomitanza con la Tifosopoli del calcio porterà bene o male a questo film a sketch sul calcio minore, su umiliati e offesi dal mito del pallone, mai molto considerato dal cinema. (...) Mini storie di varia umanità, ma con personaggi abbozzati e recitati con certa complicità da Mastandrea, Rovello, Alberti, D'Angelo. Registi, 4 esordienti (Carrullo, Cappellini, Johnson, Lagi) che sintetizzano e semplificano molto problemi con uso e abuso di stereotipi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2006)
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