Lun 31 Ago 14:00
L’American Gigolò più famoso del pianeta compie oggi sessant’anni.
Dopo averlo lasciato sul grande schermo a Natale in Come un uragano, e in attesa di vederlo all'imminente 66. Mostra del cinema di Venezia nel film fuori concorso Brooklyn’s Finest, Richard Gere festeggia il compleanno. Bello, intelligente, bravo – nonostante alcuni critici abbiano additato il suo successo principalmente al grande fascino -, Richard Gere, nato il 31 agosto 1949 a Philadelphia da coppia anglo-irlandese, abbandona gli studi universitari per dedicarsi alla musica e al teatro, muovendo i primi passi sui palchi nel 1973. Due anni dopo si mette in luce con un ruolo minore nel film Rapporto al capo della polizia, che sarà la sua rampa di lancio per la notorietà, iniziando ad attirare l'attenzione della critica. Nel 1979 conquista il David di Donatello per la sua interpretazione in I giorni del cielo.
La sua bellezza non convenzionale lo porta spesso a recitare nei panni del bello senz’anima e - si è detto forse anche a causa di questo - non ha mai raggiunto la candidatura agli Oscar, nonostante numerosi film di successo magistralmente interpretati.
Gli Anni Ottanta rappresentano per Gere l'affermazione. I film in cui recita da protagonista (interprentando personaggi inquieti e sensuali) sbancano regolarmente al botteghino e sono destinati a diventare dei classici: American Gigolò, Ufficiale e gentiluomo, Cotton club. E’ soprattutto con il primo che l’attore entra nel gotha di Hollywood e, in particolar modo, nell’immaginario femminile come uno dei più grandi sex symbol del cinema. Nel 1991 viene inserito tra gli uomini più affascinanti del pianeta secondo la rivista People Magazine e a questo proposito continua ancora oggi ad essere citato nelle classifiche.
Il 1990 è l’anno della consacrazione: Pretty woman incassa 455 milioni di dollari e la sua interpretazione al fianco di una giovane Julia Roberts ottiene il consenso unanime del pubblico. La critica invece, come spesso accade con i suoi film, rimane tiepida, così come succede con le giurie dei premi cinematografici.
Dopo altre pellicole di successo, come Colpevole fino a prova contraria, Se scappi ti sposo e Autumn in New York, arriva finalmente un premio importante: il Golden Globe come Miglior attore di Musical-Commedia per la sua interpretazione in Chicago(2002). Un riconoscimento meritato per uno degli attori principali degli ultimi trent’anni di cinema, re indiscusso delle commedie romantiche di Hollywood.
Tra le pellicole degli ultimi anni meritano una citazione Shall we dance? (2004), Io non sono qui (2007) e The Hunting Party (2008).
Oltre a recitare da più di vent’anni il bel Richard si è convertito al buddismo, sostenendo il Dalai Lama nelle sue iniziative per i diritti civili e per il popolo tibetano, oltre ad impegnarsi in prima fila nella lotta all’AIDS.
Per quanto riguarda la vita privata, Gere ha alle spalle un matrimonio con la modella Cindy Crawford dal 1991 al 1995, mentre dal 2002 è sposato con la collega Carey Lowell dalla quale ha avuto un figlio.
Una vita, la sua, fatta di grandissimi successi al botteghino e di pochi riconoscimenti a livello di premi. Richard sembra non risentirsene troppo, impegnato com’è in attività umanitarie che sicuramente ritiene più importanti. Ammirevole.
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