Ne La bussola d’oro al centro della storia c’è una dodicenne, Lyra, che è impegnata a trovare e salvare il suo miglior amico, Roger, e che finisce per affrontare uno straordinario viaggio per salvare non solo il suo mondo, ma anche il nostro.
La bussola d’oro vede protagonisti Nicole Kidman, nei panni della signora Coulter, una donna incredibilmente affascinante ma potenzialmente pericolosa; Daniel Craig, che interpreta Lord Asriel, uno spietato avventuriero e studioso dal misterioso passato; e la talentuosa esordiente Dakota Blue Richards, che si è aggiudicata il ruolo di Lyra dopo una lunghissima ricerca svolta in tutta l’Inghilterra.
Il mondo di Lyra è molto simile al nostro, ma si trova in un universo parallelo. Buona parte di esso ci è familiare: i continenti, gli oceani, la Brytannia, la Nordovegia e il Polo Nord. Ma un’altra parte è incredibilmente diversa. Nel mondo di Lyra, l’anima di una persona vive al di fuori del suo corpo, nella forma di un daimon, uno spirito di animale parlante che la accompagna nel corso della sua vita, rimanendo sempre vicino alla sua metà corporea.
Il daimon di un bambino può cambiar forma, assumendo tutte le sembianze che l’infinita immaginazione tipica di quell’età può ispirargli. Ma quando una persona cresce, il suo daimon gradualmente si mantiene in un’unica forma, a seconda del suo carattere e della sua natura. Il legame tra un essere umano e un daimon è straordinariamente forte: una persona senza un daimon, nel mondo di Lyra, viene considerata vittima di un’orribile mutilazione.
Il film è basato sul primo libro (uscito con il titolo di The Golden Compass – appunto La bussola d’oro – negli Stati Uniti e come Northern Lights in Inghilterra e in altri Paesi europei) della fortunatissima e pluripremiata trilogia di Philip Pullman Queste oscure materie. La sceneggiatura de La bussola d’oro è stata scritta da Chris Weitz, che ha letto per la prima volta la trilogia di Philip Pullman nel 2000, quando era in Inghilterra a dirigere About a boy - Un ragazzo.
“Avevo sentito parlare di una fantastica serie di libri fantasy inglesi, in grado di cambiarti la vita. - spiega Chris Weitz - Sono rimasto assolutamente sbalordito dall’immaginazione, dal coraggio e dall’intelligenza di questi libri. A mio avviso, si tratta di uno dei maggiori sforzi creativi del ventesimo secolo. Sono cresciuto con Tolkien, ma quest’opera, ad essere onesti, lo supera nettamente per quanto riguarda l’ambizione e la profondità filosofica”.
