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'Juno' di Reitman trionfa alla seconda Festa di Roma

C'è l'orgoglio di aver replicato il successo dello scorso anno, migliorando il blasone e dando ancora più personalità all'evento che in due anni è già un punto di riferimento per il cinema internazionale. E anche la cerimonia di chiusura non smentisce le aspettative. Ore 11 e 30 nella grande ed elegante sala Santa Cecilia dell'Auditorium ad assistere al concerto di Ennio Morricone.

Ed è anche impressionante elencare gli ospiti che quest'anno hanno solcato il tappeto rosso della festa. Ci divertiamo ad elencarli tutti, anche a dimostrazione di quanto fossero fuori dal coro i critici che hanno accusato il festival di essere di tono minore, dopo lo scorso anno.

Tra i personaggi di spicco ricordiamo: Robert Redford e Tom Cruise, Sean Penn, Terrence Malick, Halle Berry , Ang Lee, Dario e Asia Argento, Monica Bellucci, Alain Corneau, Sophia Loren, Shekhar Kapur, Cate Blanchett , Geoffrey Rush, Carlo Mazzacurati,Fabrizio Bentivoglio, Valentina Lodovini, Francis Ford Coppola, Tim Roth, Greta Scacchi, Raul Ruiz, Guido Chiesa, Joel Surnow, Giorgio Colangeli, Valeria Solarino, Sabrina Impacciatore, Chiara Muti, Rolf De Heer, Colin Firth, Jonathan Rhys Meyers, Gavin Hood, Reese Whiterspoon, Jake Gyllenhaal, François Girard, Michael Pitt, Julio Medem, Bernardo Bertolucci, Gerard Depardieu, Piera degli Esposti, Dominique Sanda, Nicoletta Romanoff, Giorgio Pasotti, Silvio Soldini, Margherita Buy, Antonio Albanese, Sergei Bodrov, Jane Fonda, Cloris Leachman, Shirley Knight, Franco Battiato, Giulio Brogi, Chiara Conti, Peter Bogdanovich, Robert Davi, Freddie Highmore...

Venendo alle premiazioni il vincitore della seconda edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma è 'Juno' di Jason Reitman. La giuria popolare guidata dal regista premio Oscar Danis Tanovic ha assegnato il massimo riconoscimento a questo film che racconta la storia di un'adolescente alle prese con una gravidanza indesiderata.

Le motivazioni di questo premio sono che il film ha suscitato un’ondata di emozioni fra i componenti della Giuria e l’accoglienza del pubblico ha reso tale reazione ancora più tangibile. Racconta la storia di un’adolescente alle prese con una gravidanza non desiderata che affronta la situazione in un modo tutto suo. Il personaggio di June è egregiamente interpretato da Ellen Page che, insieme agli altri attori del cast, presenta una storia convincente con dei risvolti di humour.

Premio Speciale della Giuria Cinema va ad 'Hafez1 di Abolfazl Jalili con la motivazione che la Giuria è orgogliosa di poter tributare questo riconoscimento a un film veramente unico nel suo genere apprezzandone la componente mitica che è il nucleo centrale dell’opera e l’uso di uno stile di narrazione innovativo.

Il Premio Marco Aurelio alla migliore interprete femminile di Cinema va invece a Jang Wenli per Li Chun (And the Spring Comes) di Chang Wei Gu per le sue eccezionali doti di attrice le consentono di identificarsi completamente con il personaggio. Ci presenta il personaggio di una donna che deve fare i conti con una realtà bloccata, da cui si sente soffocare, riuscendo a non esserne sopraffatta. Il personaggio di Wang Cailing esprime la sofferenza dell’artista frustrata che trova il coraggio di seguire una strada diversa.

Mentre il Premio Marco Aurelio al miglior interprete maschile di Cinema viene assegnato a Rade Šerbedzija per Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa. In questo caso la Giuria si è detta onorata di ssegnare il premio a un attore eccezionale proveniente da una regione martoriata dell’Europa. Il suo personaggio fa prova di grande umanità nei confronti di un ragazzino, nonostante questo atto lo esponga a dei

Il Premio Fastweb per la sezione Première è stato infine conferito a 'Into the wild' di Sean Penn per l’intensità straordinaria con cui ha saputo raccontare il viaggio di un giovane estremista della vita verso territori indicibili, sino a quel punto di non ritorno dove pulsa il cuore di una natura immensa e selvaggia e una inappagabile, irriducibile ricerca di libertà e d’amore.

Menzione speciale a Giorni e Nuvole di Silvio Soldini per l’essenzialità di scrittura e l’emozionante precisione del linguaggio con cui riesce a dare rappresentazione di un paese incerto, smarrito, incapace di progettare il proprio futuro, ma – come nei volti esemplari di Margherita Buy e Antonio Albanese – pronto ad impugnare con dignità la propria debolezza.

Tornando al film vincitore, 'Juno' di Jason Reitman, è sicuramente una pellicola da vedere. Juno MacGuff, interpretata dalla giovane Ellen Page è un’adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza che la traghetterà dall’adolescenza all’età adulta.

Intelligente e unica nel suo genere, Juno balla solo la sua musica – preferibilmente The Stooges – ma dietro un’apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Mentre la maggior parte delle sue compagne passano il tempo su Internet o al centro commerciale, Juno è una brillante adolescente del Minnesota che vive seguendo delle regole tutte sue.

Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker (Michael Cera). Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah (Olivia Thirlby) Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo.

Con il passare dei mesi, i cambiamenti fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un coraggio e un’intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età, Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un’esuberanza giovanile che è al contempo intelligente ed inaspettata.


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