La censura continua a colpire i film italiani del Festival del Film di Roma. Anche 'Il passato è una terra straniera', di Daniele Vicari, è stato infatti giudicato abbastanza violento da 'guadagnarsi' - si fa per dire - un divieto ai minori di 14 anni.
A differenza di 'Un gioco da ragazze' di Matteo Rovere, bollato con il divieto ai minori di diciotto anni, il film di Vicari si è dunque 'salvato', in qualche modo, anche se il regista non è d'accordo con la decisione della commissione censura. In conferenza stampa, Vicari dice: "La censura è una sopravvivenza del Medioevo ipocrita e fallace" e aggiunge: "Su quei film vietati ai 16 anni mi sono formato da ragazzo. Sono i film più belli".
La storia de 'Il passato è una terra straniera', film prodotto da Rai Cinema, R&C Produzioni e Fandango e tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio, in uscita al cinema il 31 Ottobre, è quella di un ragazzo, Giorgio (interpretato dal sempre più bravo Elio Germano), che, da studente modello di giurisprudenza, figlio di borghesi e frequentatore della Bari 'buona' degli anni'90, si ritrova a vivere una vita ai margini dopo aver conosciuto l'affascinante Francesco (Michele Riondino), che per vivere gioca - e bara - a carte.
I due neo-amici si troveranno a vivere esperienze 'al limite', con Giorgio che, da ragazzo studioso e rispettoso della legge, intraprenderà una vita da criminale in erba, fino a che, dopo aver toccato il limite ed essersi reso conto della vera identità dell'amico - non un semplice malvivente ma un giovane dalla personalità e dalla sessualità disturbate - cercherà la strada per uscire dal baratro e tornare ad essere 'un bravo ragazzo'.
A proposito del personaggio interpretato da Elio Germano, il giovane attore racconta: "Ho lavorato sul personaggio al contrario volevo lasciarlo nella possibilità di essere stupito lui stesso delle cose che gli accadevano. Ho scavato nel personaggio non giudicando la sua apertura verso un mondo oscuro ma facendogliela vivere come una liberazione".
In effetti, il tema prevalente del film - e del libro da cui è tratto - è quella della duplicità dell'essere umano, del fascino verso tutto ciò che è il contrario rispetto a ciò che si è - o si crede di essere - e su questa linea si muove senza dubbio il personaggio di Giorgio, che da ragazzo ideale si trasforma, affascinato da un mondo che non gli appartiene e che in teoria dovrebbe combattere, in un uomo violento e pericoloso.
La lotta tra il bene e il male viene combattuta tutta nell'animo del protagonista, che, dopo essere sceso agli Inferi, sarà illuminato dall'epifania - tragica ma risolutiva - della verità che gli apparirà finalmente per quella che è. E allora, solo allora, potrà fare la scelta giusta.
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FOTO: La locandina de 'Il passato è una terra straniera'