Max Payne è un poliziotto ribelle, determinato a trovare le persone responsabili dei brutali omicidi della sua famiglia e del suo collega. Insomma un vero e proprio antieroe in cerca di vendetta obbligato a combattere dei nemici sovrannaturali e fronteggiare un tradimento impensabile.
Nei due videogame a cui si ispira il film Max Payne e Max Payne 2: The Fall of Max Payne, i critici e gli appassionati hanno lodato le coreografie eleganti e la natura cinematografica del gioco, perché le sue scene oscure sembravano una graphic novel con delle influenze da film noir. Pochi giochi possono essere tradotti bene sul grande schermo, ma fin dall’inizio sembrava che la storia di un poliziotto duro in cerca di vendetta fosse destinata appositamente al cinema.
Max Payne è interpretato dal candidato all’Oscar (per The Departed – il bene e il male) Mark Wahlberg che fa vivere sullo schermo un personaggio che non segue le regole e che non ha nulla da perdere, mentre indaga su una serie di misteriosi omicidi che potrebbero essere collegati con la morte della moglie e del figlio.
Accanto a Mark Wahlberg molti altri attori: Mila Kunis, una delle attrici giovani più richieste di Hollywood, veste i panni di Mona Sax, una bellissima mafiosa russa; Olga Kurylenko (che recita nell'ultimo James Bond Quantum of Solace) è Natasha, la spericolata sorella minore di Mona; Chris “Ludacris” Bridges è il detective degli affari interni Jim Bravura; Beau Bridges impersona il mentore di Max.
I realizzatori e lo studio hanno visionato centinaia di spunti narrativi, fino a quando l’esordiente sceneggiatore Beau Thorne è arrivato portando un approccio verso il materiale che ha colpito tutti.
“Il videogioco è decisamente cinematografico, ma ci vogliono dalle otto alle dodici ore per terminarlo, quindi c’era decisamente troppo materiale ed informazioni per un film solo”, spiega Thorne. “Ho cercato di capire tutto quello che era presente nel gioco e poi ho tentato di trovare un modo di semplificarlo e indirizzarlo verso la giusta direzione. La sfida era di capire come rimanere fedele al materiale originale, ma allo stesso tempo portarlo avanti e farlo funzionare come un semplice thriller”.
“Amo interpretare film d’azione, così è stato bello tornare in un grande action movie, in cui posso picchiare duramente qualcuno in una stanza”, scherza il protagonista Mark Wahlberg “Max Payne mi ha fornito l’opportunità di lavorare ad un’azione intensa, andando oltre quello che avevo fatto in The Departed, Four Brothers e Paura. Per quanto riguarda l’azione, Max è come questi personaggi, ma moltiplicato per dieci”.
Per la bella Mila Kunis, il suo ruolo rappresentava la possibilità di esplorare dei nuovi territori come attrice. “Ho sempre voluto lavorare in una pellicola d’azione, perché una parte di me ama picchiare”, sostiene l’attrice con un sorriso. “Mona è feroce e dura, tanto da non voler essere la spalla di nessuno. Penso che lei e Max si integrino bene tra loro”.
“Ogni volta che c’è un film con una grande distruzione e confusione, cerchi di trovare dei modi originali per riprendere l’azione. Il regista, il direttore della fotografia, il coordinatore degli stunt, la squadra di effetti speciali, il produttore, tutti sono coinvolti”, conclude il regista Moore.
“Tiri fuori delle idee continuamente, rifletti sulle cose più volte, rivedi gli storyboard e cerchi di ideare dei set che siano adatti all’azione che hai in mente. In MAX PAYNE il nostro obiettivo era di assicurarci che gli ostacoli fossero posti non soltanto dalla storia, ma anche da stunt fantastici. In questo modo, non solo realizzi un film d’azione, ma anche un thriller intelligente che tutti vogliono vedere”. Dal 28 novembre è nei cinema italiani.
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FOTO: Mark Wahlberg e Olga Kurylenko © 20th Century Fox - Tutti i diritti riservati
