Quentin Tarantino si racconta a tutto campo. Con un monologo divertente... e istruttivo!
“Diventare Quentin Tarantino seguendo i consigli di un Bastardo Gloriosoâ€. Ha un titolo provocatorio il monologo a tutto campo (raccolto da Violetta Bellocchio) che il regista del già cult Bastardi senza gloria (al cinema dal 2 ottobre) affida a Wired Italia - in edicola da questa settimana - alla vigilia dell’uscita del suo prossimo film.
Tarantino, su Wired, si racconta a tutto campo, vita e lavoro. Spiega: “All’inizio pensavo che i Bastardi sarebbero stati una mini-serie per la tv. Poi ho tagliato un bel po’ di cose. Potrei tirarci fuori senza problemi un secondo film. Però è meglio se ci vado coi piedi di piombo... Per ogni mio singolo film ho detto che avrei fatto un sequel o un prequel, o che avrei preso un personaggio e gli avrei dato una nuova storia tutta sua...â€
Tarantino racconta poi il suo periodo di depressione: “È stato dopo il fiasco di Grindhouse. Mi ha spezzato il cuore. Se lo rivedo quel film mi sembra ancora buono, ma non potevo immaginare che sarebbe andato così male. Non mi era mai successo prima. E’ stato come se la mia ragazza mi avesse lasciato e non mi avesse nemmeno detto perché. Alla fine mi è passata. Per fortuna qualcuno aveva ancora voglia di darmi dei soldi per un nuovo progetto, altrimenti potevo chiudere bottegaâ€.
Idee chiare (e critiche) sulla moda al cinema. Con la rivelazione a Wired di un inedito retroscena: “A un certo punto mi hanno cercato i produttori di 007. Volevano farmi fare Casino Royale. Non sono ancora riuscito a vedere il film. Mi hanno detto che al posto della partita a baccarat ci hanno messo il poker alla texana, così tanto per seguire le ultime tendenze. Che mancanza di rispetto. E poi, se conosci Bond, dovesti sapere che prende il Martini molto sul serio. Figurati se quando il barman gli chiede “Agitato o mescolato†lui direbbe mai: “E chi se ne frega?â€. A 007 gliene frega eccomeâ€.
Sul prossimo film in uscita al botteghino: “Quello che racconto in Bastardi senza gloria è pura fantasia. Ma la cosa importante è: poteva succedere? Prendete il soldato Zoller, l’eroe di guerra tedesco che diventa una star del cinema. Ecco, se uno così fosse esistito davvero, state sicuri che Goebbels gli avrebbe fatto fare un film. Sapeva come usare la propaganda e sapeva che nel 1943 per la Germania non c’erano più grandi battaglie da vincere... Quindi sì, la chiave di tutto sta nel verosimile. Anche quando inventiâ€.
Il futuro di Tarantino, infine, è ancora al cinema. Anche se a Wired annuncia il suo desiderio di diventare scrittore: “Avevo giurato che a sessant’anni avrei smesso di girare film. Precisiamo: se il film che girerò a 59 anni farà schifo, non esiste che io me ne vada in quel modo! Però non voglio diventare un regista vecchio. Nel cinema metterò sempre la stessa gioia e la stessa energia, fino all’ultimo giorno sul set. Dopo mi inventerò qualcos’altro. Magari un romanzo. Mi piacerebbe farlo anche ora, ma ci vorrebbe troppo tempo. Sono contento però se penso che un giorno me ne starò a casa a scrivere e basta...â€.
FOTO: Quentin Tarantino © Universal Studios / Francois Duhamel
