Gio 21 Feb 10:50
E' un film molto vero e attuale quello presentato alla Casa del Cinema di Roma. Parliamo di 'Il mattino ha l’oro in bocca' diretto da Francesco Patierno con Elio Germano e le bellissime Laura Chiatti e Martina Stella. La pellicola è tratta dall’autobiografia di Marco Baldini, il 'compagno radiofonico' di Fiorello guarito dalla malattia del gioco grazie ai microfoni della radio.
'Il mattino ha l’oro in bocca' prodotto da Rodeo Drive in collaborazione con Medusa Film uscirà nei cinema italiani il 29 febbraio. Per la regia di Francesco Patierno, è un film che partendo dall’autobiografia del presentatore radiofonico e comico Marco Baldini racconta il percorso di liberazione del protagonista dalla schiavitù del gioco d'azzardo. Niente di più attuale e vero.
Per altro, la pellicola narra la storia di un personaggio che ora è sulla cresta dell'onda, famoso per la sua trasmissione su Radio 2 insieme a Fiorello e per i celebri spot pubblicitari della Fiat.
Sullo schermo Baldini è interpretato dal bravissimo Elio Germano che ha dovuto fare i conti con l'esperienza di impersonare qualcuno che è molto ben identificato dal grande pubblico. “Aveva poco senso imitare una persona che tutti conosciamo, ho preferito restituire l’anima del personaggio ispirandomi a storie vere e cercando di rendere i due diversi aspetti che lo caratterizzano. Rispetto al Baldini reale ho deciso di non imitare l’originale, non essendoci tra noi nessuna particolare somiglianza fisica. Era la stessa tesi del regista e l’ho sposata e condivisa subito”, spiega con sincerità Germano.
Ancora più difficile interpretare Fiorello. Compito affrontato con grande professionalità da Corrado Fortuna, che racconta il Fiorello di qualche anno fa con grande attenzione ai dettagli del carattere del grande showman: “Imitare Fiorello – racconta Fortuna - è oggi praticamente impossibile, la cosa migliore era creare il personaggio ispirandosi ai racconti, cercando di portare sullo schermo l’aspetto animalesco che lo caratterizzava in quel periodo della vita”.
Ad allietare gli spettatori una coppia di ragazze davvero incredibile. Le due belle e giovani promettenti “bionde” del cinema italiano insieme. L'umbra Laura Chiatti e la toscana Martina Stella dimostrano di essere sempre più donne e meno ragazze, sempre più attrici in concreto e dimostrano che nei prossimi anni potranno rappresentare davvero un punto fermo per il cinema di casa nostra.
Il film è ambientato a Firenze, primi anni Settanta. Il protagonista è Marco (Elio Germano), un giovane come tanti che vive ancora in famiglia. Marco ha una fidanzata, Cristina (Martina Stella), e non sa bene cosa fare della sua vita. Ha una sola certezza: la passione per la musica.
Inizia a fare il deejay in una discoteca dove viene notato da Aniello Apicello (Antonio Buonomo), direttore di una nascente radio privata, che gli affida un programma del mattino. Grazie a una buona dose di fortuna, il suo programma decolla.
Il successo non toglie però a Marco quel senso di inquietudine che lo accompagna. Gli manca l’emozione vera che giungerà un bel giorno con la sua entrata in una sala corse. Da quel momento la vita di Marco cambia. Dopo una prima esaltante vincita di seicentomila lire, la sua carriera di scommettitore segue il percorso comune ai più. Alti e bassi, ma soprattutto bassi. Sorprendentemente, però, le cose sul lavoro iniziano ad andare sempre meglio. Aniello gli aumenta lo stipendio ma lo inizia anche al poker, e non basta neanche il doppio lavoro di deejay in discoteca a coprire i debiti che inizia ad accumulare.
Ancora una volta la fortuna lo aiuta: viene notato da Cecchetto (Dario Vergassola) e chiamato a Milano per un provino a Radio Deejay. Il gioco sembra dimenticato, buttato dietro le spalle. Le prime trasmissioni di prova non vanno bene, gli manca il ritmo giusto. Tutto solo si ritrova dopo un vagabondare davanti ad una sala corse. Entra e la vita, come d’incanto, torna ad essere elettrizzante. Anche il lavoro sembra andare a gonfie vele: è finalmente pronto per la sua prima vera trasmissione radiofonica.
Arriva il successo tanto desiderato e contemporaneamente le prime batoste al gioco. In poco tempo la sala ippica diventa la sua seconda casa, e quei pittoreschi personaggi che la popolano, la sua famiglia. Nemmeno la relazione con Cristiana, la graziosa cassiera della sala corse (Laura Chiatti) sembra farlo desistere dalla sua insana passione. In radio Cecchetto gli affianca Fiorello (Corrado Fortuna) e con la trasmissione radio Deejay i due decollano.
Il regista, Francesco Patierno, spiega che il libro in realtà rappresenta solo uno spunto: “dopo aver incontrato più volte Baldini che mi ha raccontato vari episodi reali sulle sue turbolente vicissitudini e sul contesto storico della vicenda - assenti nel romanzo - ho arricchito e integrato il copione riscrivendolo diverse volte accentuando lo spaccato, a metà tra commedia e dramma dell’Italia di fine anni ’80 e primi anni ’90, che fa da sfondo. Il tutto con la ‘benedizione’ dell’autore con cui si è creata una collaborazione ideale: Marco si è fidato molto di me senza intervenire né tarpare le ali ad una storia nuova”.
Nel film non c’è denuncia diretta, il gioco è una metafora, “un meccanismo – spiega ancora Patierno - che porta una persona normale rispetto a quelli che frequentano le sale giochi a cercare uno stimolo all’ormone dell’adrenalina. Non sapendo come sfogare la sua inquietudine finisce col credere che possa farlo attraverso la radio ma quando scopre il gioco capisce che quello è il vero incontro della sua vita.”
Laura Chiatti parla con entusiasmo di questa esperienza cinematografica: “Patierno è un regista straordinario da un punto di vista sia tecnico che umano, avevo visto ed apprezzato il suo forte e crudo 'Pater Familias' e poi dopo aver letto questo nuovo copione l’ho conosciuto, verificando sul campo quanto il suo modo di girare efficace ed originale sia puro neorealismo: ha lasciato liberi noi attori di costruire il personaggio sul set senza nulla di premeditato, ha una teoria che condivido pienamente per cui tra regista ed interpreti deve nascere comunque un feeling.”
E anche l'altra splendida bionda racconta tutta la sua partecipazione a questo progetto. “E’ un ruolo diverso da quelli che interpreto di solito, ho lavorato per una volta su un personaggio semplice e vero, lontano dai cliché: Cristina non è una ragazza particolarmente bella e appariscente, si sente trascurata e non amata dal suo fidanzato e si sente come invisibile ai suoi occhi. Ho recitato solo per pochi giorni – dice la Stella - ma si è trattato di un’esperienza divertente e importante, volevo tanto lavorare con Francesco Patierno penso che si tratti di uno dei giovani registi più interessanti in circolazione ed ero incuriosita da lui e dal progetto.”
E Germano, infine, dà una sua particolare lettura di questo lavoro di cui lui è interprete: “Personalmente il film mi fa pensare a un Pinocchio ambientato negli anni ’80, è in sostanza un romanzo di formazione, con un personaggio tenero, bizzarro e immaturo che incontra un’altra serie di personaggi, c’e’ un Gatto e c’è una Volpe, un Lucignolo, un babbo che torna in scena e tante altre figure che ricordano il romanzo di Collodi, con l’aggiunta di un protagonista capace di mentire continuamente e di un rapporto particolare con la famiglia e con quello che rappresenta e un rapporto speciale con il lavoro: sono tanti gli elementi che fanno pensare a quella storia e a quel simbolismo...”
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