Viaggiando viene quasi spontaneo pensare a noi italiani e ai nostri modi di comportarci all'estero. A volte, in mezzo a migliaia di persone in un aeroporto o magari in una piazza affollata lontana migliaia di chilometri dalla nostra patria riusciamo a riconoscerci reciprocamente a colpo d'occhio.
Già, perché gli Italiani all'estero lasciano emergere tutte le peculiarità e i luoghi comuni che anche gli stranieri, spesso, hanno assorbito e che utilizzano come metodo di valutazione nei nostri confronti. Ma noi, gente italica, siamo così e ci piace mantenere le nostre peculiarità...e se siamo lontani dallo stivale questo sentimento non fa altro che crescere!
Persino Carlo Verdone uno dei principali protagonisti del nuovo film di Giovanni Veronesi, dal titolo perfetto 'Italians' ammette: “Teniamoci stretti i luoghi comuni sugli Italiani come anche i nostri autori della tradizione”. Come dire, nel nostro background c'è parecchio di cui andare fieri al di là delle buffe curiosità che possono contraddistinguerci.
Il titolo 'Italians' è una gentile concessione di Beppe Severgnini e del Corriere della Sera che hanno una rubrica da tanti anni sul giornale con lo stesso titolo. E questo perché è indiscutibilmente il nome con cui veniamo identificati dagli altri. Gli Italians sono per certi versi una categoria ormai riconosciuta, sono una sorta di popolo a sé.
Il film di Veronesi, in due episodi con Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera racconta la storia di Fortunato (Sergio Castellitto) che è un camionista, disincantato e un po’ cialtrone, che da molti anni trasporta Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana. Ma quello che sta per compiere – giura – sarà il suo ultimo viaggio. E’ ora di passare il testimone al giovane apprendista Marcello (Riccardo Scamarcio).
Per due giorni e due notti attraversano il deserto dell’Arabia Saudita alla guida di una bisarca stipata di lussuosissime Ferrari. E tra esilaranti avventure e surreali posti di blocco, tra loro nasce una vera e propria amicizia. Arrivati a Dubai, Marcello e Fortunato decidono di concedersi una serata all’insegna del divertimento in uno dei locali della città. Ma a causa di un incontro inatteso e piuttosto turbolento finiscono per passare la notte in prigione...
Nell'altro episodio Giulio (Carlo Verdone) è un dentista di successo che ha da poco passato la cinquantina con un matrimonio fallito alle spalle che lo ha fatto sprofondare nella depressione più nera. Ma un convegno a San Pietroburgo gli darà modo di conoscere Vito Calzone (Dario Bandiera), improbabile e buffo organizzatore on-line di viaggi.... un po' particolari nell'Europa dell'Est.... con tutte le vicende buffe che ne conseguiranno.
Lo stesso regista Veronesi racconta: “A me non piaceva molto viaggiare, insomma non ero convinto che fosse strettamente necessario conoscere altri popoli viaggiando come Marco Polo in giro per il mondo. Come diceva Gaber, 'a volte è bellissimo perdere le cose invece di viverle'. Tutto questo per dire che ora non la penso più così, non la penso più come Gaber. Ora penso il contrario.”
A fargli cambiare idea è stata proprio l'occasione di realizzare questo film. E ammette: “Ora voglio solo viaggiare perché dopo l’esperienza di questo lavoro ho capito che viaggiare non significa conoscere, ma 'fatica' di conoscere. Per Italians ho viaggiato quasi un anno e ho amato e odiato i popoli con cui ho lavorato via via che giravo pezzi del film. Fatica! E a me da sempre piace faticare. Mi rende felice, soddisfatto, mi dà la forza di andare avanti. Ma nonostante la fatica, in questo film ho curato i particolari come non avevo mai fatto.”
Quindi il messaggio di Italians è chiaro, come spiega lo stesso regista: “E' capire o scoprire il gusto del viaggio e del viaggiare dell’essere straniero e considerato tale, di portare con sé quella dose di italianità che ci rende unici nel mazzo di altri stranieri, perché l’italiano lo è”.
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FOTO: Carlo Verdone e Kseina Rappoport su 'Italians' - © Filmauro
