Secondo il quotatissimo autore di copioni cinematografici Jonathan Lemkin (responsabile, tra l'altro, della sceneggiatura di Arma Letale 4), l'industria cinematografica "che conta" avrebbe pronunciato un'inappellabile sentenza di ostracismo nei confronti di Mel Gibson.

Causa di questa condanna senza possibilità di remissione sarebbero state le parole ingiuriose pronunciate dall'attore/regista nei confronti degli ebrei l'estate scorsa, quando Gibson fu beccato brillo al volante, a quanto pare da un poliziotto di origine ebraica.

Questa, tra l'altro, sarebbe la motivazione per cui le indiscrezioni intorno a un possibile "Arma Letale 5" sarebbero cessate di colpo, perché, a quel che sembra, se mai dovesse esserci un film del genere, Gibson non sarebbe incluso nel cast (cosa a dire il vero un po' problematica, visto che è il protagonista principale, insieme a Danny Glover).

"Non credo che i boss degli studios lo scrittureranno mai per quel genere di colossal estivi, dopo quelle odiose dichiarazioni", ha dichiarato Lemkin, il quale ha precisato di non poter confermare, né smentire la dichiarazione secondo la quale gli sarebbe stato affidato il copione di "Arma Letale 5".

Che rispondano o meno al vero, queste dichiarazioni, rimane il fatto che l'industria cinematografica ne esce fuori dando un'immagine di sé alquanto ipocrita. Non passa infatti giorno senza che qualche star non dia prova negativa di sé (basti pensare agli ultimi scandali legati a cocaina e abuso di sostanze alcoliche, per non parlare delle star accusate di omicidio, volontario o colposo che sia), per venire poi puntualmente "riabilitata" e riproposta come esempio ai giovani, ma alcuni attori - evidentemente - sono meno "uguali" degli altri e non sono degni di riabilitazione.

Chi è senza peccato…

di Carmela Scrofoli