Ven 20 Mar 11:00
CONFERENZA STAMPA
Dopo la proiezione intervengono alla conferenza stampa del film: il regista Umberto Spinazzola, il produttore Mauro Berardi e gli attori protagonisti Ricky Tognazzi, Enzo Iacchetti e Serena Autieri.
Può parlarci di questo progetto?
U. Spinazzola: È una storia che mi ha colpito immediatamente, soprattutto per l’ingenuità dei personaggi. Per me, poi, girare in Val di Susa è stato come ritornare nei luoghi in cui trascorrevo le vacanze da bambino. Il panorama della valle negli anni è stato in parte deturpato da una serie di insediamenti industriali che ne hanno sradicato le origini contadine. E questo determina negli abitanti anche un senso di tristezza, di disperazione. Erano questi gli elementi che mi affascinavano della storia. È chiaro che ci siamo presi qualche libertà rispetto alla vicenda reale, però non c’è nulla di inventato riguardo ai personaggi e a quello che gli succede.
Qual è stato il motivo che l’ha spinta a girare un film come questo che tratta di una storia vera?
U. Spinazzola: Mi ha intrigato molto questa storia perché ho potuto raccontare due ingenui che da un’anonima valle decidono all’improvviso di cambiare vita e che però non se la sentono di rapire un vivo ma rapiscono un morto. E che morto, uno dei più importanti banchieri al mondo. Questa è una cosa che mi ha molto colpito. Conoscendo anche lo spirito di quella valle, la noia, il tedio, il fatto che non succede mai nulla, era interessante vedere cosa sarebbe successo. Poi, non credo ci sia un calcolo razionale nel perché uno vuole fare un film. Per me è stata solo l’occasione di fare qualcosa che può divertire ma può far anche pensare.
Può spiegarci l’operazione del naming placement? Che richieste ci sono state da parte di questi sponsor?
M. Berardi: Non ho fatto un ragionamento esatto su quello che era il titolo. È venuto naturalmente. Questo si vede nel film perché si parla di Crodino in modo divertente e naturale. Poi ho cominciato a pensare seriamente di realizzare questa operazione. Parlando con la Top Time, un’agenzia di placement, abbiamo trovato un accordo. Non ci sono state richieste particolari, anche perché come ho detto prima il fatto di nominare il Crodino era una cosa naturale, dato che il soprannome del personaggio era quello. Diciamo che finanziariamente, in percentuale, questa operazione ha contribuito per un cinque per cento.
U. Spinazzola: Volevo aggiungere una cosa al riguardo, che credo sia importante e cioè che sia chiaro che il titolo del film lo avevamo già deciso prima di qualsiasi accordo. Non c’è stata alcuna richiesta da parte degli sponsor. Nella valle è una consuetudine avere dei soprannomi e così spontaneamente e senza calcoli ci è venuto questo titolo.
Ci racconti il tuo personaggio?
R. Tognazzi: Il mio personaggio è un inguaribile ottimista, lui e Pes mi sono sembrati due uomini senza qualità, due poveri, onesti delinquenti. Io non ho conosciuto il reale Crodino ma ricordavo il fatto di cronaca e mi aveva colpito, per cui ho deciso di accettare questo ruolo che mi ha molto divertito ed ho lavorato con Umberto che è un regista molto sensibile, con una sua poetica surreale.
Tu hai conosciuto il personaggio reale? Com’è stato lavorare con Tognazzi?
E. Iacchetti: Tognazzi mi definisce un “malincomico”. Io non ho conosciuto Pesce direttamente. Sicuramente era un disperato, ma anche una persona di un’umanità straordinaria. Quindi ho cercato di immaginare questa sua disperazione e l’ho semplicemente trasportata. Poi, c’è da dire che faceva molto freddo durante le riprese, molte di esse erano in esterno notte e la faccia da disperato mi veniva naturale. Lavorare con Ricky è stato quasi un gioco, dopo le riprese cenavamo sempre in un ristorante che faceva ottime bistecche di bisonte. Ricky mi stuzzicava sempre nel set, facendomi deconcentrare su cosa avremmo mangiato la sera o in quale ristorante saremmo andati. È stato però molto simpatico devo dire.
Puoi raccontarci del tuo personaggio e come ti sei trovata a recitare in questa veste?
S. Autieri: Patrizia è una donna innamorata, complice delle marachelle che combina Ricky. Questo grande amore che prova, la fa rimanere al suo fianco anche in seguito a progetti che non funzionano. Devo dire che mi sono molto divertita e a volte era davvero difficile rimanere seri. Anche con Umberto ho lavorato bene ed è stata un’esperienza positiva per me sotto tutti gli aspetti.
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