Gio 20 Mar 10:00
INTERVISTA AL REGISTA E AL CAST
Al termine della proiezione per la stampa, il regista Sergio Rubini e gli attori Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini hanno risposto alle domande dei giornalisti
C’è un parallelismo tra il mondo dell’arte e il mondo del cinema?
Rubini: Forse no, nell’arte contemporanea la figura del critico è determinante, molto di più del critico cinematografico. Il film che abbiamo scritto era più teso a raccontare il conflitto tra il critico inteso come razionalità e l’artista come istintività. Mi sono servito di questo ambiente per fare risaltare meglio il tema del film, l’ambizione.
I nomi dei personaggi sono casuali o c’è una ragione nella scelta?
Rubini: C’è una ragione. Nei film tutto ha una ragione. Gloria perché mi piaceva l’idea dell’artista che invoca la gloria. Lulli, un critico senza un nome ma solo un cognome. Di Adrian mi piaceva l’idea di un nome esotico.
Ti ritrovi nel personaggio di Adrian?
Scamarcio: Ci sono delle cose in cui mi riconosco; ogni artista sente sempre il bisogno di trovare qualcuno opposto nel quale sentirsi protetto. Gli artisti in generale mettono in gioco una parte della propria umanità. Inevitabilmente c’è l’ambizione di raggiungere il successo così come succede ad Adrian.
Puccini: Anch’io credo che il rischio di dimenticarsi degli affetti e impegnarsi nella ricerca del successo lo corrono un po’ tutti quelli che cercano la realizzazione nel lavoro. L’attore rischia un po’ di più perché fa anche un lavoro da nomade. Quando poi si riconosce questo rischio e si cerca di evitarlo il tutto poi paga.
Rubini: Bisogna stare attenti a giudicare il personaggio di Scamarcio. Non è un personaggio solo negativo. E’ la situazione che lo porta ad essere quello che è.
Come ti senti nel recitare nudo?
Scamarcio: Devo dire che faccio sempre fatica a trovare agio a girare le scene di nudo.
Rispetto alla sua produzione più recente il suo personaggio è molto centrale nella scena. Che rapporto c’è tra il Rubini attore e regista?
Rubini: Io ho cercato di ritagliarmi dei ruoli più piccoli come attore perché è difficile farli convivere. Questa volta è andata così perché me lo hanno chiesto i produttori. Girare questo film è stato complesso perché mi sembrava di non seguire bene gli altri attori.
Lei spazia in molti generi, come nascono le sue storie?
Rubini: La letteratura mi aiuta, ma non so come nascono veramente le mie storie.
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