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27 Volte In Bianco Recensione

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"27 volte in bianco" recensioni

Film
27 volte in bianco
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-21 09:00:54
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Damigella per sempre

Jane, una ragazza idealista, romantica e altruista, ha come principale attività quella di fare da damigella d'onore ai matrimoni e alle feste altrui. È molto brava nel prendersi cura degli altri, ma è meno brava a guardare dentro di sé. Finora la sua vita è stata incentrata su come rendere felici le altre persone, e i ventisette abiti da damigella, che tiene custoditi come reliquie in un armadio, possono confermarlo. Le cose sembrano però cambiare al ritorno in città della sorella minore Tess: una modella che, dopo varie esperienze in giro per il mondo, non sapendo cosa fare della propria vita ha deciso di trascorrere qualche giorno con lei a New York. Quando Tess conquista a un party il cuore del suo capo, di cui Jane è segretamente innamorata, la provetta damigella comincia a mettere in discussione il suo stile di vita, grazie anche all'incontro con Kevin, un rampante cronista, apparentemente senza scrupoli…

La sposa veste Prada

Scritto da Aline Brosh McKenna, sceneggiatrice del film campione d'incassi Il diavolo veste Prada (2006), 27 volte in bianco descrive l'itinerario di Jane come la crescita ritardataria di una donna che scopre quali sono i cambiamenti da apportare alla propria vita, per poter passare da damigella d'onore a sposa. La stessa McKenna afferma che lo script le è stato ispirato da un'amica che ha fatto la damigella ai matrimoni un'infinità di volte, e la facilità con la quale ha scritto dialoghi spumeggianti e tratteggiato personaggi fantastici e toccanti allo stesso tempo, è ciò che ha attratto Katherine Heigl (Jane) e tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo film. Nel tempo la sceneggiatura è stata rielaborata e modificata, al punto che la storia è passata dall'essere il racconto di due amiche che lottano per l'amore dello stesso uomo, alla storia di due sorelle con dinamiche familiari complesse, il che ha reso il tutto più profondo e divertente.

Personaggio della sua stessa vita

Il film, che si risolve sul piano della commedia classica hollywoodiana - con tanto di personaggio positivo diventato insensibile, il capo George, e con il giornalista cinico ma dal cuore tenero, Kevin, di cui Jane alla fine si innamora - ha il merito di far riflettere sulla 'follia” che può caratterizzare i matrimoni (in una memorabile serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a Manhattan e uno a Brooklyn, senza che nessuno se ne accorga, a parte Kevin) e, al tempo stesso, ruota tutto intorno a un personaggio profondamente romantico, niente affatto banale. Viene da pensare alla Sabrina di Billy Wilder, non foss'altro che per l'evoluzione dei personaggi nel corso della storia e per la bellezza solare che accomuna le due attrici protagoniste. La Heigl ha trovato materiale ricco e affascinante nel ruolo che le hanno proposto. E siamo d'accordo con lei quando commenta: 'Come tante altre persone, Jane è fiera e contenta di fare le cose nelle quali eccelle; è chiaro che si diverte a fare la damigella d'onore, ma diciamo che forse è andata un po' oltre in questo, nel senso che si riempie la vita esaudendo i desideri degli altri, vivendo i sogni degli altri ma rinunciando ai suoi ricordi o ai ricordi che potrebbe costruirsi. E' come se, alla fine, fosse un personaggio nell'ambito della sua stessa vita”.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Film
27 Volte In Bianco
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-22 04:04:43
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Quanti diminutivi e vezzeggiativi dovremmo usare per questa commediola ideale per un pubblico di barbie, che svende lo stile sofisticato. (...) Si scia in sentimenti fasulli, si accusano gli europei di essere 'scoppiati', si fa volontariato effettivo, citando qua e là il cinema di ieri. E' come fare indigestione di panna montata ed essere curati da rosolio, ciliegine caramellate, chantilly." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 marzo 2008) "Ai tempi della vecchia Hollywood c'era la commedia della 'guerra dei sessi', quella con Katharine Hepburn e Cary Grant, capace di profondere tesori di creatività e di orientare il costume. Eccome come un cineasta indipendente americano ne descrive la versione odierna: 'Ci sono due che litigano per tutto il film, poi scoprono di amarsi e s'inseguono in taxi per dirselo'. Non sarà '27 volte in bianco' a trasgredire la regola: anzi qui Jane e Kevin si dichiarano amore davanti a un pubblico di sconosciuti: ancora una volta per dirla con Woody Allen, 'la vita imita la cattiva televisione'. Né il tono metropolitano alla 'Sex & the city' con la sua finta trasgressività, serve a nascondere il bacchettonismo di fondo della sceneggiatura di Aline Brosh McKenna, che aveva fatto meglio col 'Diavolo veste Prada'." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 marzo 2008) "Commedia di terz'ordine, senza meriti particolari e con rarissime risate." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 marzo 2008) "Le emozioni sono a zero, le sorprese ancora di meno, con l'eccezione di un sussulto di gelosia tardiva che svela gli altarini della sorella e dell'articolo che descrive la protagonista per quel che è: una che dovrebbe farsi curare o in subordine farsi una vita propria. Neppure gli inguaribili romantici riusciranno a sopportare la quantità di stati dolciastri del film, che si inserisce, a pieno titolo nel filone della neocon-medy." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 21 marzo 2008) "Che barba queste commediole sentimentali americane, stiracchiate, prevedibili, fatue e inesorabilmente uguali. Come il deprimente '27 volte in bianco', dove il malizioso titolo tradotto vuol far intendere quel che non c'è. La storiella è stata scritta da Alish Brossh McKenna, la stessa sceneggiatrice di 'Il diavolo veste Prada', qui in chiaro stato confusionale, come del resto la sua socia Anne Fletcher, incautamente promossa da coreografa a regista." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 marzo 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.



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