Roma, 17 Ott. (Adnkronos/Cinematografo.it) - ''Io licenziato? Come no, prima di diventare attore ho venduto polizze porta a porta, scarpe da donna, tagliato tabacco, e sono stato licenziato molte volte. Per fortuna, non avevo una famiglia da sostenere''. Cosi' George Clooney, tagliatore di teste in concorso a Roma con Up in the air di Jason Reitman, regista gia' premiato al Festival per Juno due anni fa, che ribatte ironico: ''Io invece non ho mai perso il lavoro, di solito sono io a licenziare''. Nel cast anche Vera Farmiga, businesswoman di cui si innamora, e la collega Anna Kendrick, Clooney interpreta un tagliatore di teste aziendale che spende i suoi anni per lo piu' in volo, con un piccolo trolley per spostarsi da una citta' all'altra degli States e mandare a casa degli ignoti lavoratori: mentre sta per raggiungere l'agognato obiettivo dei 10 milioni di miglia da frequent flyer, si trovera' a cambiare vita.
Ovvio, la solitudine e' il prezzo da pagare: ''Alla fine del film l'epifania della perdita anziche' un happy ending vuole sottolineare per contrasto l'importanza delle relazioni umane, dei rapporti affettivi'', dice il regista, mentre Clooney ironizza - ''Se ho momenti cattivi? Solo qui…'' e precisa: ''Zero solitudine nella mia vita privata: ho famiglia e amici stupendi, sono sempre circondato''.
