Clive Owen protagonista di “The International” e “Duplicity”si racconta in un'intervista.

E' una star internazionale e il suo impegno nel cinema è così ampio che nelle prossime settimane lo vedremo in ben due film: “The International” e “Duplicity”. In questi giorni l'attore Clive Owen ha parlato di sé e del suo lavoro  in un’intervista esclusiva a Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari.

Owen sarà protagonista come detto di due film, di taglio piuttosto diverso.  “The International” che sarà sugli schermi il 20 marzo affronta il tema delle banche corrotte. Tema quanto mai attuale visto che siamo nel pieno di una profonda recessione.

Ma la cosa incredibile è che il film non è stato realizzato, come è ovvio, considerando i tempi di produzione, all’indomani della crisi economica mondiale, ma la produzione ha anticipato tutto quanto, visto che l'idea è nata molti mesi fa.

Lo stesso Owen rivela a Grazie: “Il collasso delle banche e il fatto che la gente abbia iniziato a chiedersi come utilizzano il denaro, se lo investono in modo corretto e come funziona il sistema”. È tutto anticipato su “The International” che in pratica dà una chiave di lettura del sistema.

L’attore inglese che ha lavorato per questa produzione anche con Naomi Watts, conferma quanto si sia trovato bene con lei: “E’ stata una bellissima esperienza – dice – conoscevo già Naomi e da tempo speravo di poter recitare accanto a lei. È adorabile: una grande attrice e, allo stesso tempo, una ragazza semplice”.

Parlando della sua carriera è interessante notare come Clive Owen abbia spaziato artisticamente in vari settori, dal teatro, alla televisione fino al cinema. “L’esperienza è la miglior maestra – dice Owen - dieci anni di lavoro alle spalle mi hanno dato basi solide: sono felice di aver avuto successo solo quando me lo meritavo”.

Venendo al suo secondo impegno sul grande schermo, in “Duplicity” che sarà nei cinema il 10 aprile, Clive Owen sarà invece al fianco di Julia Roberts, altra  attrice di cui conserva un ricordo piacevole già dai tempi di Closer: “E’ sempre fantastica”.

E parlando ancora della Roberts si sofferma a raccontare: “Quando Julia ha accettato la parte ero elettrizzato. La storia ruota tutta attorno al rapporto e all’attrazione tra i nostri due personaggi, ex agenti segreti al servizio di due multinazionali, ed è perfetta per noi: andiamo molto d’accordo, abbiamo un senso dell’umorismo simile e insieme sul set siamo perfettamente a nostro agio. La stimo molto: è una grande professionista da cui ho tanto da imparare”.

Owen dice di ammirare in particolar modo anche un suo collega: “Sono un grande fan di Johnny Deep: ammiro la sua libertà e versatilità. E’ l’unico in grado di recitare in qualsiasi tipo di film e essere sempre credibile”. Fan sfegatato del Liverpool rivela: “ Negli Usa mi considerano una specie di ambasciatore del calcio più di David Beckham.

Mickey Rourke, che non è certo un tipo che si scandalizza di fronte agli eccessi, ha raccontato di aver guardato una partita con me e di essere rimasto sconvolto: lo ammetto, quella sera ero fuori di me, ma un motivo c’era: era la finale della Champions, il Liverpool perdeva contro il Milan 3 a 0, ma poi ha clamorosamente vinto”.

Paura di rivedersi sugli schermi? “Da un po’ di tempo sono diventato ansioso. Ogni volta che ho finito di girare un film, lo guardo in totale  solitudine, non deve esserci nessuno intorno. Poi lo rivedo insieme al pubblico in occasione della prima e basta: due volte sono più che sufficienti”.

FOTO: Clive Owen (© J.Maidment/Columbia)

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