(Cinematografo.it/Adnkronos) - "L’industria del cinema va trattata come qualsiasi altra industria, quindi senza privilegi. Gli spettacoli di qualsiasi tipo devono vivere sul mercato. L’equazione cinema uguale cultura, uguale fondi pubblici uguale sprechi, non so dove sta scritto. Si sono prodotti mostri e io denuncio questi mostri". E’ quanto dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta tornando sulla polemica innescata da lui stesso qualche giorno fa sui finanziamenti pubblici al settore del cinema e dello spettacolo. "Questo non vuol dire che l’industria del cinema non possa avere stimoli, incentivi o tassi agevolati - spiega a margine del protocollo con la Sogei - ma io penso che lo Stato non debba finanziare a fondo preduto gli spettacoli piuttosto i beni pubblici come i musei, le scuole, le biblioteche, le universita’".

Secondo il ministro poi "se una commissione ministeriale giudica se un film è un fatto culturale o no, e quindi a chi dare i soldi, mi sembra una follia aberrante". E a questo proposito Brunetta afferma che il ministro Bondi è "perfettamente d’accordo". In merito alla mostra del cinema di Venezia il ministro dice: "Quello che si è visto a Venezia non fa ben sperare. Mi piacerebbe una mostra del Cinema - aggiunge - capace di attrarre su Venezia l’attenzione del mondo, meglio di Cannes e Berlino come stimolo all’industria italiana ma non solo a quella". Del resto l’evento veneziano vanta una grande tradizione e "potrebbe avere un ruolo straordinario economico oltre che culturale, cosa che non si è vista finora".

E Michele Placido? "Non lo conosco, non vado al cinema da molto tempo", risponde sinteticamente.